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I giovani in piazza contro il caro-vita. A Milano in piazza Duomo pesanti scontri con la polizia che aveva impedito al corteo di sfilare

17 ottobre 2026|Roberto Maggioni
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Piazza Duomo Milano, scontri manifestazione 17 ottobre
foto di Milano in Movimento

“Italia in piazza contro il caro-vita”, questo lo slogan delle manifestazioni che si sono materializzate in decine di città, piazze spontanee autorganizzate sui social, nei gruppi Telegram o WhatsApp, composte dagli adolescenti etichettati come Gen Z, che hanno visto le manifestazioni dei propri coetanei in Spagna e soprattutto in Francia; Gen Z e giovani di seconda generazione, studenti e ragazzi che abitano le periferie, e che hanno fatto irruzione nelle piazze italiane e nel sabato pomeriggio dello shopping milanese.
“Italia in piazza” sembrava poco più di una scommessa nelle chat fino al primo pomeriggio, senza organizzatori veri, poi invece i giovani sono arrivati a migliaia in presidi e manifestazioni con numeri tutt’altro che trascurabili. A Milano oltre 5.000, 3.000 a Brescia, 5.000 a Bologna e a Torino. In centinia in altre città. “Stipendi bassi, affitti alti, sanità scadente” era scritto su un volantino che girava in rete nelle scorse ore. “Basta stipendi da fame incapaci di coprire l’aumento del costo del la vita”. Tanta Gen Z, dicevamo, con una particolarità: in corteo a Milano c’erano anche diverse bandiere italiane. Non è usuale vedere ai cortei dei giovani, o degli studenti, bandiere dell’Italia, storicamente più associate alla destra. Ma i cori nei cortei erano: “Siamo tutti antifascisti” e “Salvini e Meloni fuori dai coglioni”. Fino alla carica della polizia che a Milano ha cambiato il corso degli eventi. La polizia che ha spezzato il corteo in via Broletto e ha impedito ai manifestanti di sfilare ha avuto in risposta ore di scontri in piazza Duomo. Scontri come piazza Duomo non aveva mai visto, caroselli dei blindati in piazza Duomo, guerriglia nel Salotto buono della Galleria Vittorio Emnauele. Oltre 50 fermi, decine di feriti. Scene simili a quelle di Parigi e delle città francesi anche oggi piene di gente e piene di scontri. Se governo e polizia volevano spaventare questa generazione hanno sbagliato tutto. Era stato così già un anno fa con i cortei per Gaza, sarà così per le prossime manifestazioni.

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