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Elly Schlein conferma il sostegno ai referendum

Elly Schlein sostiene i referendum

“Li ho firmati e non faremo mancare il nostro contributo, anche sulla cittadinanza”. Elly Schlein, dopo la segreteria del partito che si è riunita per discutere di tutti i temi di stretta attualità, a cominciare dai referendum, fa capire che lei sarà coerente con le scelte che ha fatto sui referendum che si voteranno in primavera, domenica 15 giugno, a cominciare da quelli voluti dalla Cgil, per modificare parti del Job act.

Li aveva firmati già ai tempi dell’approvazione della legge voluta da Matteo Renzi: la sua posizione era molto chiara. L’abolizione di questa riforma era tra i punti chiave del suo programma alla guida del partito. Il tema però è come portarsi dietro tutto il Pd in una campagna referendaria che parte molto in salita, dopo la bocciatura di quello sull’Autonomia differenziata e in un contesto dove sta crescendo una certa insofferenza degli ambienti più moderati e cattolici del partito, compresa quell’area di ex renziani rimasti nel PD, che non seguirono l’ex segretario.

Il rischio di litigi e tensioni è alto, più facile invece sarà il voto sulla cittadinanza. Non è la proposta dello Ius scholae o Ius soli, ma il Partito democratico appoggerà pienamente il referendum, che potrebbe diventare un argomento di unità, di una battaglia condivisa delle opposizioni, dai Cinque stelle ad Avs. Più che quello sul jobs act, il referendum sulla cittadinanza agli stranieri, che propone di dimezzare i tempi di residenza legale da dieci anni a cinque, nasce dal basso ed è arrivato ad essere un obiettivo voluto anche da Forza Italia. Si andrà al voto per i referendum in primavera, il governo dovrà decidere se ci sarà un election day con alcune regionali, ad esempio Veneto, Puglia e Campania, tre regioni dove il problema del terzo mandato è una grana che riguarda sia la destra (in Veneto), che la sinistra (in Puglia e  Campania).

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    Anna Bredice
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    Il disco di debutto dei The Sophs è previsto per il prossimo 13 marzo ma la giovane formazione di Los Angeles sta già catturando l’attenzione di molti. Poco prima di partire per un tour che lì vedrà suonare in molti dei più grandi festival del 2026, due dei sei componenti della band sono passati ai microfoni di Volume per presentare l’album in uscita e suonare alcuni brani. Dalla nascita del progetto fino all’esperienza con la storica etichetta Rough Trade - “un sogno che si avvera”, spiega la band - abbiamo chiesto ai The Sophs anche il loro punto di vista, da statunitensi, sulla difficile situazione che il loro paese sta attraversando in questi giorni. “Ci vergogniamo del nostro governo, le persone in carica oggi non rappresentano in alcun modo i cittadini americani - spiega Ethan Ramon, prima di ricordare l’importanza del voto per supportare la propria comunità - “siamo tutti figli di immigrati, la cultura della diversità è la vera spina dorsale del nostro paese”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive dei The Sophs.

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    Michelangelo Canzi e Federica Cottini sono giovani e non hanno conosciuto la guerra sanguinosa che si è consumata nei Balcani, ma hanno condotto approfondite ricerche e fatto sopralluoghi per saperne di più. Ne è nato un testo, firmato da Federica Cottini che ne ha curato anche la regia e interpretato da Michelangelo Canzi, che si cala nei panni di una guida turistica che accompagna gli italiani nei luoghi della guerra in Bosnia. Un personaggio complesso, che restituisce i ricordi della sua gioventù trascorsa fra i combattimenti e i massacri con un lessico di grande attualità. Lo spettacolo è in scena al Teatro della Cooperativa di Milano e i due giovani artisti sono stati ospiti a Radio Popolare, di Il Suggeritore Night Live e di Cult, dialogando con Ira Rubini.

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    Considera l'armadillo di mercoledì 14 gennaio 2026 con l'artista @ Tiziana Pers di @Rave East Village Residency abbiamo raccontato la mostra da lei curata La scomparsa degli animali al borgo storico di Clauiano a Trivignano Udinese e degli altri animali presenti al RAVE, della salute di Copper, la cavalla più anziana con la polmonite, degli aiuti di cui c'è bisogno, ma anche di Kennedy e delle sue linee guida per gli statunitensi. A cura di Cecilia Di Lieto.

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    Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.

    Pubblica - 14-01-2026

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    Europa: basta partnership con Israele

    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

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