Elezioni a Milano, caos centrodestra. Tatarella si autocandida, Tajani apre a Cottarelli

Il vertice romano, convocato e poi sconvocato all’ultimo momento (dopo che la fuga di notizie sull’incontro aveva infastidito il presidente del Senato Ignazio La Russa) avrebbe potuto mettere un po’ di ordine in un centrodestra milanese sempre più nel caos, dove ognuno sembra muoversi in autonomia, senza nessun tentativo di coordinamento con gli alleati. Tutto rimandato. E intanto, si è assistito a un’altra giornata dove tutti si sono mossi in ordine sparso. Il fine settimana della gazebata leghista, che ha ribadito la leadership (chissà quanto solida) di Matteo Salvini e l’incoronazione di fatto di Silvia Sardone a candidata del Carroccio in caso di improbabili primarie della coalizione, ha comunque obbligato gli alleati a darsi una mossa. E se Fratelli d’Italia al momento resta ferma sulla sua ipotesi di un candidato politico, Maurizio Lupi in testa, Forza Italia prende invece le distanze, e continua a puntare su una figura civica. Quale non è dato sapere visto che oggi, mentre a Milano Pietro Tatarella (ex consigliere forzista, appena uscito da una lunga vicenda giudiziaria) si autoproponeva al centrodestra come candidato sindaco, senza bandiere di partito ma molto vicino a una delle correnti berlusconiane lombarde, a Roma il leader Antonio Tajani di fatto si spingeva a definire Carlo Cottarelli, negli ultimi giorni avvicinato a Azione come candidato sindaco a Milano, “una buona soluzione”. Che viene però vista come fumo negli occhi da leghisti e meloniani e che potrebbe spingere i forzisti a cercare (anche se appare molto improbabile) una soluzione modello Vigevano per Milano, con una candidatura autonoma al primo turno. Al di fuori della coalizione, resta l’incognita Vannacci, con l’ex generale (in crescita di consensi anche a Milano e in Lombardia) che ha già annunciato che Futuro Nazionale avrà un suo candidato. L’unica cosa certa, al momento, è che nel centrodestra c’è una sola cosa su cui sono tutti d’accordo: che non c’è un accordo, e si è ben lontani dal trovarlo.
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