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È morto Carlo Monguzzi. Una vita nelle lotte fuori e dentro le istituzioni. Una persona perbene

13 aprile 2026|Redazione
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Carlo Monguzzi

Carlo Monguzzi aveva 74 anni, è morto dopo una breve malattia. Nel suo ultimo post su Facebook ricorda Pino Pinelli e la battaglia che ha portato all’intitolazione della via. In tantissimi in queste ore lo stanno ricordando perché nella sua vita Carlo è sempre stato in mezzo alla gente, dalle lotte studentesche, all’ambientalismo, all’antifascismo, dentro e fuori le istituzioni. Fino a quando la salute glielo ha permesso ogni sera è andato in piazza Duomo alle 18 con la bandiera della Palestina per manifestare silenziosamente per la popolazione di Gaza.
La difesa di San Siro e l’urbanistica sono state le sue ultime grandi battaglie a Palazzo Marino. I funerali saranno mercoledì 15 aprile, alle ore 14.45 alla parrocchia San Michele Arcangelo in Precotto, in viale Monza 224.

Il ricordo di Michele Crosti 

Con Carlo ho avuto una frequentazione più che quarantennale. L’ho seguito fin dagli inizi della sua carriera politica. Da quando testardamente fondò Legambiente. Testardamente perché a quei tempi, a sinistra, soprattutto in quella nuova sinistra che al tempo voleva rivoluzionare la società, le tematiche ambientali erano considerate marginali e in qualche caso svianti rispetto agli obiettivi di lotta. Proprio quella tenacia ha consentito di far trovare cittadinanza ai temi ambientali. Era anche il periodo in cui la vicenda della diossina di Seveso, con la questione della bonifica dei territori inquinati, aveva portato alla creazione di una legislazione a tutela delle popolazioni. Ricordo quando Carlo portò me e altri due giornalisti proprio alla discarica di Seveso in una delle costruzioni di servizio ormai abbandonate, dove trovammo centinaia di cartelle con i referti degli abitanti di Seveso rimasti contaminati dalla diossina. Oltre a questo, trovammo una perdita di percolato che usciva copiosamente dalla discarica. Uno dei tanti scandali denunciati da Carlo.

In Lombardia ricorderemo Carlo per aver dato vita alla raccolta differenziata a Milano, in quella breve stagione in cui ha governato il centrosinistra a livello regionale. E mentre a Milano governava la Lega con il sindaco Formentini, Monguzzi riuscì a realizzare una specie di miracolo grazie anche a Walter Ganapini, che era assessore all’ambiente a Milano.
Monguzzi era un vero combattente, sempre con tenacia e  coerenza.

L’ultima sua battaglia è stata quella contro il progetto di Milan e Inter per il nuovo stadio di San Siro appoggiato acriticamente dal sindaco Sala. Progetto che non era nei programmi della giunta rosso-verde, e che stravolgerà Milano, oltre ad avere oneri rilevanti per la pubblica amministrazione. Non c’è stata seduta del consiglio comunale senza un intervento di Carlo contro questa scelta. Tutti i suoi interventi motivati e articolati, con attacchi al sindaco e alla giunta, totalmente subalterna alle squadre. Una battaglia che gli è valsa la destituzione dal ruolo di capogruppo dei verdi, evidentemente per richiesta del sindaco. Un percorso che, alla fine, lo fece optare per l’abbandono della maggioranza. Un’altra prova di coerenza. Ora Carlo ci ha lasciati. Con discrezione. In punta di piedi, quasi fossa un problema personale che doveva interessare poco la comunità a cui apparteneva. Invece, il vuoto che lascia è gigantesco, come è gigantesco l’esempio della sua vita, che deve essere tramandato. Ciao Carlo, ovunque tu stia andando, fai buon viaggio.


Il ricordo di Fabio Fimiani

La Lombardia è stata la prima regione in Italia ad avere nel 1993 una legge sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Un’anticipazione di quella nazionale del 1997. Carlo Monguzzi era l’allora assessore all’ambiente e all’energia della giunta rosa verde presieduta da Fiorella Ghilardotti, morta pochi anni dopo, nel 2005. Monguzzi è sempre rimasto orgoglioso di quella conquista ambientalista di governo.
Aveva iniziato la vertenza per la sostenibilità del ciclo dei rifiuti da consigliere regionale di minoranza, con le manifestazioni contro la realizzazione dell’ennesima discarica, in una cava dismessa a Buscate, nell’Alto Milanese. Un intero paese mobilitato per mesi, ci fu anche il primo sciopero generale territoriale per l’ambiente. Adesso c’è un parco.
Nel 1995 ritornò a fare i blocchi a oltranza contro la decisione di ampliare la discarica di Cerro Maggiore, ancora nell’Alto Milanese. La nuova giunta regionale, presieduta da Roberto Formigoni, infatti, aveva deciso una maxi proroga per l’impianto di Paolo Berlusconi.
Per settimane a Milano e provincia i rifiuti non furono raccolti, o lo furono parzialmente, perché i depositi temporanei erano colmi.
Le sponde della giunta comunale del sindaco Marco Formentini, con assessore all’ambiente Walter Ganapini, tra gli artefici della legge regionale sulla differenziata con Monguzzi assessore, furono determinanti per chiudere la discarica, e far diventare la differenziata una nuova cultura civica, con relativo sistema industriale.
Anche negli ultimi anni da presidente della commissione ambiente di Palazzo Marino si è battuto perché Milano si dotasse di un impianto di smaltimento degli scarti di cucina, la frazione umida, un modo per diminuire i costi e aiutare la sostenibilità dell’agricoltura periurbana.
Carlo Monguzzi è stato tra i fondatori di Legambiente, protagonista delle vertenze contro le centrali nucleari nel referendum del 1987.
Aveva iniziato l’attività politica del Movimento Studentesco, per cui era anche stato rinchiuso per alcuni giorni nel carcere di San Vittore con il leader Mario Capanna. Per anni si è occupato delle persone detenute, aiutandone numerose nei percorsi verso il ritorno alla vita civile. E’ stato un amico e sostenitore di Radio Popolare, anche quando non era d’accordo, e non mancava di dircelo.
Ciao Carlo.

 

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