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E’ morta Dolly Parton, vera leggenda del country e della musica americana: aveva 80 anni

26 agosto 2026|Niccolò Vecchia
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Dolly Parton WIKIPEDIA

È arrivata nella serata di ieri la notizia della morte di Dolly Parton, cantautrice e figura potentissima della cultura pop americana. In oltre sessant’anni di carriera ha venduto più di 100 milioni di dischi e scritto tremila canzoni, firmando successi come “Jolene” e “I Will Always Love You”, che molti conoscono nella versione di Whitney Houston, e che rimane a tutt’oggi la canzone scritta da una donna più venduta nella storia.
Dietro un’immagine pubblica volutamente artefatta, usata fin dagli esordi come scudo per manipolare le aspettative di un mercato del country da sempre conservatore, c’era un’artista dal forte spessore intellettuale e dallo spirito indipendente. Parton ha anticipato le battaglie femministe scrivendo testi sulle asimmetrie di potere, come nel caso di “9 to 5”, brano divenuto simbolico per l’emancipazione delle lavoratrici.
Il suo impegno civile è stato costante. Ha promosso l’alfabetizzazione infantile distribuendo 150 milioni di libri gratuiti, ha donato un milione di dollari per lo sviluppo del vaccino Moderna contro il Covid e si è esposta in molte occasioni per i diritti civili. A sostegno del movimento Black Lives Matter, difendendo i diritti della comunità LGBTQ, opponendosi alle leggi discriminatorie verso le
persone transgender.
Dopo aver pubblicato il suo ultimo disco “Rockstar” nel 2023, aveva progressivamente ridotto gli impegni. Il suo declino fisico l’aveva infine costretta, a maggio di quest’anno, ad annullare una serie di concerti prevista a Las Vegas, con un messaggio che faceva presagire il suo addio definitivo al palco, dove è stata, per tutta la sua vita, una star.

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