Dopo i fatti di Milano la destra pronta per l’ennesima stretta repressiva anche contro i minori

“Soggetti inediti su cui occorre un’attenta vigilanza per contrastare le violenze”. Sergio Mattarella, con queste parole, riesce a inserire in un discorso alle province un riferimento agli scontri di Milano, chiede che si faccia “un’analisi intelligente” su quello che accade, fatti – dice – che pongono “interrogativi su diversi profili”. Ma più che interrogarsi, la risposta della destra è quella di sempre, quella data dal primo provvedimento di governo sui rave party, la criminalizzazione e la repressione. E così in tempi record, domani nel pomeriggio è già previsto un Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno un decreto che in parte toglie dal disegno di legge che giace al Senato alcuni punti per metterli in un decreto da far approvare al Capo dello Stato per motivi di urgenza.
Dentro al provvedimento ci dovrebbe essere il reato di danneggiamento aggravato, l’arresto obbligatorio per i reati di devastazione durante le manifestazioni, con la possibilità di arresto differito e l’estensione del fermo preventivo fino a 24 ore. In parte, alcune di queste misure sono già inserite nei decreti sicurezza, ora probabilmente verranno estese anche ai minori. Una generazione che tra scuola, manifestazioni e dissenso è stata presa di mira e soffocata nelle sue diverse espressioni in questi quattro anni. Ora un fenomeno nuovo, fatto anche di danneggiamenti e saccheggi, sconosciuto anche a chi dovrebbe fare prevenzione, ma che la politica a destra ha cavalcato dal primo momento per colpevolizzare la sinistra da un lato e per coprire tutto il resto. Propaganda elettorale e competizione a destra, come si vede anche ora con la Lega che rivendica misure che devono essere ancora approvate.
Dopo il vertice sulla sicurezza, poche ore dopo a Palazzo Chigi è entrato il ministro dell’Economia Giorgetti per un altro vertice, quello sulla manovra, di cui si vorrebbe parlare il meno possibile per quello che non c’è, nessuna risposta sul carovita, salari bassi, su quelle proteste al Sud, su cui il governo vuole spegnere i riflettori e chissà se il potenziamento previsto nel decreto di Strade sicure è rivolto anche ad agricoltori e autotrasportatori che stanno bloccando le strade da giorni.
di Anna Bredice
Alcuni ancora non sanno dove i loro figli siano stati trasferiti. Degli oltre 200 minorenni fermati dopo le devastazioni di domenica in centro, nessuno si trova più in questura, in via Fatebenefratelli a Milano. Molti sono stati rilasciati nel pomeriggio, ma tra coloro che, invece, non sono ancora tornati a casa non si sa quanti siano stati portati all’istituto per minori Beccaria di Milano e quanti, invece, possano essere stati addirittura trasferiti fuori regione.
Su quest’ultima voce non ci sono conferme ufficiali. Chi, come il consigliere regionale lombardo Luca Paladini, oggi è stato in questura non ha avuto conferme ufficiali: “In mezzo alla confusione di questi giorni non può andare smarrito anche il diritto della famiglie di sapere dove finiscono le persone fermate, soprattutto se si parla di minorenni” ha detto Paladini.
Oggi, nelle vie del centro, si respirava un’atmosfera surreale: locali deserti, negozi dei marchi di lusso con le vetrine vuote, il presidio della polizia in piazza Duomo rafforzato. Immagini di preoccupazione, ai limiti della psicosi, all’indomani di quanto è successo nel fine settimana.
di Luca Parena
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