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Difendere il 25 Aprile antifascista e per la pace. Il confronto a Milano per l’anno prossimo

05 maggio 2026|Roberto Maggioni
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25 Aprile Milano ANSA

L’obbiettivo è quello di ricucire lo strappo con la Brigata Ebraica, ma con l’indicazione di difendere il 25 Aprile per come è sempre stato: antifascista e per la pace. Respingendo le accuse contro l’Anpi fatte da settori della Comunità ebraica e il tentativo di delegittimarlo.
È questa la linea prevalente uscita dal Comitato permanente antifascista che si è svolto nel tardo pomeriggio di lunedì alla Casa della Memoria, dove c’è stata un’accesa discussione e un primo tentativo di riavvicinamento tra Anpi e Brigata Ebraica in quanto rappresentante dello spezzone espulso dal corteo milanese di dieci giorni fa.

Attorno al tavolo c’erano rappresentati dell’Anpi, dell’Aned, della Fiap, dei sindacati, dei partiti del centrosinistra, diverse associazioni come l’Arci, Emergency, la Fivl, la Brigata Ebraica, gli ebrei della rete Mai indifferenti e altri ancora. All’inizio della riunione sono emerse le divisioni sulle bandiere e il posizionamento dello spezzone della Brigata Ebraica nel corteo, alla fine l’appello a evitare una deriva divisiva come quella di Roma.

Sulle bandiere il presidente dell’Anpi milanese Primo Minelli ha ricordato l’impegno che era stato sottoscritto nel Comitato permanente antifascista a non portare bandiere divisive, cioè di Paesi in questo momento considerati aggressori. Il direttore del Museo della Brigata Ebraica Davide Romano ha replicato dicendo che si dovrebbero portare solo bandiere legate alla Resistenza, altrimenti bandiere libere per tutti. Per il prossimo anno gli accordi potrebbero essere ancora più chiari ed espliciti. Il vincolo – come è sempre stato ogni anno, ma che quest’anno non è stato rispettato nello spezzone guidato dalla Brigata Ebraica che aveva al suo interno bandiere israeliane, degli Stati Uniti e dell’Iran dello Scià – vale per chi sottoscrive gli accordi dentro al Comitato permanente antifascista. Nel resto del corteo ciascuno da sempre porta le bandiere che vuole, tra fischi, applausi o indifferenza del resto dei partecipanti.

Sul posizionamento nel corteo l’Anpi e altre associazioni hanno contestato alla Brigata Ebraica di essersi messa alla testa della manifestazione. Davide Romano della Brigata ha replicato dicendo di aver seguito le indicazioni della Digos e che qualcosa non ha funzionato nella gestione dell’ordine pubblico se poi non hanno potuto sfilare.

Alla riunione ha partecipato anche Stefano Levi Della Torre che al corteo del 25 Aprile ha sfilato insieme agli ebrei di Mai Indifferenti e del Laboratorio Ebraico Antirazzista. Della Torre ha ricordato la vicinanza tra alcuni rappresentanti della Comunità ebraica e i politici della destra, e l’interesse che hanno a inquinare il 25 Aprile. Richiamo fatto anche da Primo Minelli contro il tentativo di spaccare lo spirito unitario del 25 Aprile fatto da chi “non va al corteo del 25 Aprile ma poi va in Questura”. Riferimento al presidente della comunità ebraica milanese Walker Meghnagi.

Il prossimo anno il 25 Aprile sarà particolarmente delicato per la concomitanza con le elezioni politiche. Il richiamo finale è stato sì alla discussione interna, finalizzata però al trovare accordi e alla difesa di un 25 Aprile antifascista e per la pace.

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