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Referendum. Davvero qualcuno a sinistra si fida di questi?

22 marzo 2026|Lorenza Ghidini
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Diceva pochi giorni fa un ascoltatore, al nostro microfono aperto:”La Costituzione non è intoccabile, ma se a riformarla è gente come Delmastro non ci possiamo fidare”. Poche ore dopo il sottosegretario alla Giustizia si rendeva protagonista dell’ennesimo scandalo. Già conoscevamo le sue nostalgie mussoliniane, già sapevamo che passa documenti riservati al partito per usarli contro l’opposizione. Ora sappiamo che ha fatto affari con un prestanome della mafia, e anche che è un bugiardo, perché ha detto che non lo sapeva e, invece, hanno aperto un ristorante insieme tre mesi dopo la sentenza di condanna.
C’è anche una foto di Delmastro con questo mafioso Caroccia, è del giugno 2025. Con loro c’è Giusi Bartolozzi, altro nome ormai noto, plenipotenziaria del ministero di Grazia e Giustizia, indagata per il caso Almasri. Ricordate il torturatore libico rimpatriato con un volo di Stato per metterlo al riparo dalla Corte Penale Internazionale? Quelli che se vince il no gli stupratori scorrazzeranno liberi per il Paese…
Bartolozzi è anche quella che a una radio siciliana ha definito i magistrati “un plotone di esecuzione”, che insomma detto nella terra dove la mafia di giudici ne ha ammazzati diversi è suonato un po’ sgrammaticato.
Il ministro Nordio, dal canto suo, aveva detto che il Csm funziona con logiche paramafiose, senza rendersi conto del cortocircuito tra il fatto che il presidente del Csm è Sergio Mattarella e che suo fratello Piersanti è stato proprio ucciso da Cosa Nostra. Ora, la riforma è fatta, oggi si vota per confermarla o stopparla. Ma mancano ancora i decreti attuativi, e quelli che ci lavoreranno, se vince il sì, saranno questi signori qua. Con questo grado di cultura, di competenza, di rispetto per le istituzioni e per la Storia del nostro Paese. Come dare torto al nostro ascoltatore che non si fida?
E poi manca almeno un anno alle elezioni politiche: un anno in cui è facile prevedere una legge elettorale truffa, qualche altro decreto sicurezza, nuove avventure al fianco di Donald Trump e, soprattutto, nessun interesse per i problemi reali del Paese, in primis i salari tra i più bassi d’Europa.
Dire no al Governo Meloni alle prossime elezioni potrebbe essere troppo tardi.

 

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