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Daniela Santanché rimane sulla sua poltrona

Daniela Santanché

Daniela Santanché rimane sulla sua poltrona. Nonostante il rinvio a giudizio per falso in bilancio, nonostante tempo fa, Giorgia Meloni disse che avrebbe dovuto lasciare il governo in caso di processo. Rimane perché chiederle un passo indietro sarebbe un problema per l’esecutivo: rischierebbe di aprire il vaso di pandora del rimpasto. E questo, la presidente del consiglio vuole evitarlo a ogni costo, almeno fino a quando riesce.
Il rimpasto non sarebbe automatico, ma è quasi certo che Sergio Mattarella ne parlerebbe con lei: Daniela Santanché sarebbe il terzo ministro a uscire dalla compagine governativa nel giro di qualche mese, dopo Fitto – in Europa – e Sangiuliano – dimissioni; un numero eccessivo per far finta di nulla. Il rimpasto vorrebbe dire un Matteo Salvini che fa fuoco e fiamme per tornare al Viminale, Forza Italia che chiede una nuova poltrona. Un gioco troppo rischioso per la stabilità dell’esecutivo. Meglio evitare.

Daniela Santanché rimane, quindi, fino a quando sarà possibile tenerla sulla poltrona. Se però dovesse arrivare un secondo rinvio a giudizio, in particolare nell’inchiesta sulla truffa aggravata ai danni dell’Inps per la vicenda della cassa integrazione in Visibilia nel periodo Covid, le carte in tavola potrebbero cambiare. Difficile sostenere la difesa di un ministro accusato di una truffa a un ente pubblico. Se dovesse esserci questo secondo rinvio a giudizio, Meloni spera che arrivi il più tardi possibile. La questione temporale è molto importante. Meloni accelerò le dimissioni di Gennaro Sangiuliano in settembre per evitare che si sovrapponessero alla prevista uscita di Raffaele Fitto a fine ottobre. Evitò così il rimpasto. Con Santanché viene usata la logica opposta. Le sue possibili dimissioni devono essere lontane dagli avvicendamenti precedenti in modo tale da apparire un episodio isolato nel quadro di un governo stabile.

  • Autore articolo
    Michele Migone
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    CBCR 2026: al Circolo Magnolia la maratona live con il meglio della nuova musica italiana

    Sabato 17 gennaio, al Circolo Magnolia di Segrate, andrà in scena la notte dei Cbcr, evento organizzato dal magazine musicale online rockit. Giunto alla sua quarta edizione, l'evento “è al contempo una previsione e un auspicio per i dodici mesi successivi della musica italiana”, racconta l’organizzatore Dario Falcini ai microfoni di Volume, “punta a portare sul palco gli artisti sul punto di esplodere perchè secondo noi hanno le carte in regola, perchè se lo meritano e farebbero un gran bene al sistema. Negli anni sono stati individuati in tempi non sospetti Calcutta, Olly, Tananai, ThaSup, Blanco e altri artisti poi diventati mainstream.”Dal pop allo shoegaze, dall’hip hop all’elettronica, il programma si preannuncia ricco e variegato, mettendo insieme anche progetti completamente diversi tra loro. Ben diciotto i live che si susseguiranno su due palchi: una vera maratona musicale dal vivo, dalle 17.30 alle 3 di notte. “Inizialmente questo era un format scritto”, continua Falcini, “negli ultimi anni però gli spazi della musica live in Italia si sono contratti moltissimo, e volevamo dare a questi giovani artisti una possibilità e un palco per farsi conoscere”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Dario Falcini. (in foto: Tresca Y Tigre)

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