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Dal governo l’ennesima stretta securitaria. Introdotto un nuovo reato: “Partecipazione violenta a un corteo”

20 ottobre 2026|Anna Bredice
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Il governo ha approvato l’ennesima stretta sulla sicurezza, dopo i fatti di Milano dello scorso weekend. Il Consiglio dei ministri chiamato a varare il decreto è iniziato con oltre un’ora di ritardo: un’ora in cui perlomeno la norma più controversa (e potenzialmente anticostituzionale), e cioè i poteri di polizia da assegnare ai militari dispiegati nelle strade, è stata accantonata per l’intervento diretto ed esplicito del Quirinale. Confermati invece il fermo preventivo esteso ai minorenni e le sanzioni per i genitori dei minori non imputabili. A illustrare il provvedimento il ministro Piantedosi.

Il servizio di Anna Bredice:

Piantedosi e Nordio in conferenza stampa, mentre Meloni rivendicava e metteva la firma a questo decreto sui social con un video. Nuovo decreto repressivo, quindi, che colpisce i minori con l’introduzione di un nuovo reato, quello di “partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche”.

L’intervento del Capo dello Stato ha bloccato una norma che aveva destato molti interrogativi per la sua incostituzionalità. I poteri di polizia e militari, 500 militari che arriveranno a Milano, ma non avranno il potere di compiere arresti.

Piantedosi poco fa, a differenza delle anticipazioni arrivate dal Consiglio dei ministri, che in un primo momento l’aveva tolto, ha confermato il fermo preventivo dei minori. E non solo nelle manifestazioni, ma anche nei luoghi di aggregazione, come quelli dove sabato e domenica sono avvenuti gli scontri.

Alcune norme vengono prese dal disegno di legge che giace al Senato e quindi entrano in un decreto che è applicabile subito. Tra queste il minore che è imputabile, in sostanza la presunzione di capacità di intendere e di volere anche per il minore. Aumentano le pene per devastazione e saccheggi. Se la scomparsa dei poteri di polizia per i militari è frutto di un intervento del Capo dello Stato, sul fermo preventivo potrebbe esserci stata una forzatura fino all’ultimo da parte della Lega. In un primo momento era scomparso e Vannacci, subito dopo, aveva accusato il governo Meloni e Salvini, soprattutto di aver fatto un passo indietro.

Un nuovo decreto fortemente repressivo nei confronti dei minori con la firma di Meloni che un minuto dopo il Consiglio dei ministri ha rivendicato la stretta sui social.

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