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Cuba allo stremo, mentre si stringe la morsa di Trump: sull’isola il capo della CIA

15 maggio 2026|Alfredo Somoza
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Cuba durante black out

Confermando il nuovo protagonismo della CIA con l’amministrazione Trump, il suo direttore, John Ratcliffe, ha incontrato ieri all’Avana i vertici dell’intelligence cubana per discutere dell’annunciato pacchetto di aiuti da 100 milioni di dollari che Washington sarebbe disponibile a concedere a Cuba. Le notizie da sottolineare sono due: la prima è che l’incontro sia stato reso pubblico, il che conferma che i negoziati in corso tra i due Paesi sono reali; la seconda è che gli Stati Uniti pensano di ripetere a Cuba l’operazione Venezuela, ma senza sequestri di persona.
Quale sia la contropartita cubana che Washington si aspetta ovviamente non è noto, ma passa sicuramente attraverso un’apertura dell’economia cubana agli imprenditori statunitensi e la fine dei rapporti commerciali e politici tra l’isola e la Cina. Nessuno, per ora, parla di cambio di regime, così come non se ne parla per il Venezuela, ma è chiaro che le autorità cubane dovranno dare anche un segnale sul fronte della liberazione dei detenuti politici.
È presto per aspettarsi mosse clamorose, ma la nuova linea della Casa Bianca in chiave anticinese procede velocemente, tra ritorsioni, minacce, blocchi commerciali e militari, sotto la regia della CIA che, dopo essere scomparsa dai radar dalla fine delle dittature, torna a guidare la diplomazia degli Stati Uniti verso il subcontinente.

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