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Crosetto se la cava con i trattati. Ma a poche ore dall’ultimatum, nessuna presa di distanza netta da Trump

07 aprile 2026|Anna Bredice
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Crosetto ANSA

Stendere un velo sul passato recente in nome di una necessaria “unità” per affrontare insieme, maggioranza e opposizione, questo momento così preoccupante. Sembra essere questa l’operazione che il governo vuole intraprendere. Oggi lo ha fatto il ministro Crosetto, giovedì probabilmente userà lo stesso registro Giorgia Meloni, per non rispondere, non chiarire e in questo modo sfuggire alle ambiguità emerse nel rapporto tra il governo italiano e quello statunitense dopo l’attacco all’Iran.

È quel “non condivido né condanno”, pronunciato dalla presidente del Consiglio il giorno dopo l’attacco in Iran, da cui il governo non riesce ad allontanarsi più di tanto, non in maniera chiara, perlomeno. Oggi Guido Crosetto, nell’informativa alla Camera dei Deputati, ha detto che “rispettare gli accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra”, il riferimento è all’uso delle basi Usa da parte dei caccia in volo per colpire Teheran.

Il ministro della Difesa ha sottolineato di aver negato l’atterraggio agli aerei militari, parlando di coraggio in questa scelta, ma non accetta di portare ulteriormente il tema in Parlamento per un voto che sia di definitivo rifiuto all’uso delle basi, come è accaduto a Sigonella. Si perde in un elenco minuzioso di quanti atterraggi sono stati permessi con i governi passati, concentrandosi in particolare nel periodo del governo Conte, per il ministro valgono gli accordi tra governi, non importa se ora a Washington c’è Donald Trump che parla di un’imminente “cancellazione della civiltà”.

E questa sarà probabilmente la linea che percorrerà anche Giorgia Meloni tra due giorni, e cioè appellarsi all’opposizione e accusarla come irresponsabile se non accetterà di condividere quell’appello all’unità per affrontare la crisi energetica alle porte, senza però dire nulla su come si è arrivati fin qui, sulla subalternità che Roma ha avuto per troppo tempo nei confronti di Trump.

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