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Crisi diplomatica Italia-Usa. Trump umilia Meloni: “La foto al G7? Mi ha implorato, mi faceva pena”

19 giugno 2026|Anna Bredice
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Trump e Meloni

Al termine del vertice europeo Giorgia Meloni ha evitato le consuete dichiarazioni alla stampa, ha preso l’aereo ed è tornata a Roma. A Donald Trump aveva risposto subito con un breve video dove si diceva “allibita” aggiungendo “io e l’Italia non imploriamo mai”. Pedro Sanchez e Emmanuel Macron le hanno espresso solidarietà sia privatamente che pubblicamente e questo certamente le farà piacere, ma allo stesso tempo sottolinea ancora di più quanto la ricerca di un ruolo diverso da quello della Francia e della Spagna nei rapporti con gli Stati Uniti si sia dimostrato fallimentare. Quel giudizio così negativo e offensivo rende evidente che la ricerca del ruolo di ponte, di interlocutrice speciale con Trump, l’alleata affidabile che poteva risolvere i problemi europei, alla fine si è dimostrato un boomerang: Giorgia Meloni ha ricevuto la solidarietà degli altri Paesi, ma ora è ancora più sola. Donald Trump si è dimostrato arrogante, usando espressioni anche intrise di misoginia, “mi ha implorato di fare una foto con lei, mi faceva pena”, parole che dimostrano che non ci sono relazioni tra Paesi alla pari, anche se alleati, c’è solo il più forte che comanda e i più deboli non devono neanche alzare la testa. Forse così aveva considerato finora l’Italia di Giorgia Meloni, pronta a stare dalla sua parte sempre, quando gli Stati Uniti hanno minacciato di invadere la Groenlandia, prima ancora ci fu il Venezuela, e sempre il silenzio di Roma e poi i viaggi a Washington nel tentativo di risparmiare l’Italia dai dazi. Tutto si è incrinato con l’attacco di Trump al Papa, Meloni non ha potuto evitare e fare altro che definirlo inaccettabile,  poi ci fu il no all’uso delle basi di Sigonella. Da quel giorno, con il tycoon candidato pochi mesi prima al Nobel, i rapporti cambiarono e da oggi ancora di più. Ci sono conseguenze diplomatiche già evidenti, il ministro degli esteri Tajani ha annullato il viaggio negli Stati Uniti, sarà complicato ricucire, ma per il governo di destra in qualche modo sarà inevitabile farlo. Sergio Mattarella l’ha chiamata per esprimerle solidarietà, i partiti di governo hanno protestato, come se scoprissero solo ora chi è Trump. Le opposizioni hanno diviso il loro giudizio, da un lato Conte, Fratoianni, Schlein respingono l’attacco di Trump, difendendo l’Italia, ma tutti spiegano che questo è anche frutto di un rapporto di subalternità totale a Donald Trump.

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