Radio Popolare Home
sostienici

Conto alla rovescia in un’America incattivita: domani inizia il mondiale di Trump

10 giugno 2026|Davide Mamone
CONDIVIDI
FIFA World Cup 2026, Mondiali di calcio

Donald Trump aspettava questo mondiale da quasi 10 anni, quando nel 2018 Stati Uniti, Canada e Messico ottennero l’organizzazione della Coppa del Mondo del 2026, commentò quasi deluso: “Io non ci sarò”. I limiti di mandato glielo avrebbero impendito, poi però è arrivato il ritorno a sorpresa alla Casa Bianca e oggi il torneo sportivo più visto del pianeta si apre con Trump di nuovo al centro della scena.
Il presidente sembra deciso a godersi ogni minuto dello spettacolo, ma non è detto che gli spettatori in arrivo da ogni angolo del mondo abbiano la possibilità di fare lo stesso.
Troveranno, infatti, negli Stati Uniti un Paese incattivito dalle sadiche politiche di immigrazione durante la sua seconda amministrazione con Tom Homan che ha già minacciato un aumento delle operazioni ICE a New York proprio alla vigilia dei mondiali. Questi mondiali si svolgeranno anche in un mondo incattivito da guerre che sono rimaste tali o persino peggiorate da due anni a questa parte, con l’ombra del conflitto in Iran ancora in corso e la dottrina Monroe in pieno svolgimento.
Poco importa che Infantino, presidente della FIFA, abbia conferito a Trump un premio per la pace qualche mese fa. C’è poi il tema dei prezzi. I biglietti per le partite hanno raggiunto cifre astronomiche, così come le modalità di trasporto per arrivare allo stadio nel New Jersey da New York, tanto che lo stesso Trump ha scherzato dicendo che non spenderebbe mille dollari per assistere alla prima partita degli Stati Uniti.
Per tutto questo, insomma, il rischio, secondo molti, è che il mondiale del 2026 diventi inevitabilmente un mondiale politicizzato. Un evento nato per unire il pianeta che potrebbe invece finire per riflettere tutte le divisioni che il presidente si porta dietro ogni giorno.

Segui Radio Popolare su