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Conte non molla e rilancia: fare le primarie e Renzi é un problema

13 settembre 2026|Luigi Ambrosio
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Si è chiusa tra le grida “Elly, Elly” di un gruppetto di militanti dei Giovani Democratici la serata di Giuseppe Conte alla festa dell’unità. Ma il presidente dei 5 Stelle non poteva sentire perché era circondato da decine di persone che volevano farsi un selfie con lui. Dal punto di vista del pubblico, è stato un successo. Non sono mancati gli applausi e i commenti positivi. Tutto a posto con il PD, allora? Non esattamente. Il clima attorno alle primarie nel partito di Schlein era freddo. Da Bonaccini a Bersani, da Provenzano a Manfredi tutti a ribadire: dobbiamo parlare del programma, dobbiamo blindare il programma e la coalizione. Poi, eventualmente, le facciamo. La paura è sempre quella: che Conte vinca le primarie . E lui, arrivando alla festa, ha affondato: “Le primarie sono uno strumento del PD, le hanno chieste loro, adesso che soluzione alternativa possiamo trovare?”
Poi dal palco ha detto che sì, siamo d’accordo su quasi tutto, a parte il dettaglio dell’Ucraina ma qualcosa si escogiterà, magari pensare per l’Italia il ruolo di mediatrice, che è come dire prendiamo ancora tempo. Nel frattempo, però, Conte buttava un’altra mina: “Un caffè con Renzi? A quest’ora no”. E giù applausi. Per la segreteria testardamente unitaria, che chiude oggi, un problema in più.

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