Bonaccini: basta parlare solo di primarie, pensiamo al programma

Anna Scavuzzo è la sola donna – fino ad ora- candidata alle primarie del centrosinistra a Milano. E alla festa dell’Unità ha scelto di presentare la propria candidatura puntando su questo, sulla disparità di potere tra i generi ancora dominante pure a sinistra. Sul palco con lei, candidata riformista, uomini e donne dalle storie e culture diverse, da Lella Costa al segretario della Camera del Lavoro di Milano Luca Stanzione, alla rettrice del Politecnico di Milano Donatella Sciuto. Fino a qui, le primarie del centrosinistra di Milano sono targate soprattutto PD e il dibattito vede gli altri partiti ai margini. Non è così a livello nazionale, dove anzi la competizione di Conte contro Schlein per la leadership è un problema. E prima di Scavuzzo sul palco centrale della festa di Milano c’era uno che se potesse le primarie non le farebbe e ieri lo ha ribadito: il presidente del PD Bonaccini. Prima il programma dice Schlein, il programma sopra a qualsiasi cosa rincara Bonaccini. “Poi dopo facciamole pure queste primarie ma per le settimane non parliamone più” incalza. “Parliamo delle cose concrete”: la scuola, la sanità, il lavoro, le infrastrutture. Pragmatismo emiliano per cercare di liberarsi della morsa di Conte e anche dei suoi simpatizzanti dentro al Pd. Ieri a Milano parecchia gente, anche se non pienissimo, per entrambi. Oggi a Reggio Emilia Bonaccini sarà sul palco insieme proprio a Conte, l’alleato scomodo con cui il PD non può che cercare di essere “testardamente unitario” dati i numeri.

Stefano Bonaccini
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