Ceuta, la Destra non si fa sfuggire l’occasione, contro Sanchez e i migranti

Nella corsa a superare Vannacci, questa volta Giorgia Meloni è arrivata prima nella gara alla costruzione del nemico, trovando il consenso non solo di tutti i suoi alleati, compreso Tajani, che fa il liberale e il moderato a fasi alterne, ma anche di tutta l’estrema destra europea, che ora identifica nella Spagna di Sanchez e nelle sue politiche sull’immigrazione l’ultimo nemico da attaccare. Prima a chiederlo e prima anche a decidere la sospensione del patto di Schengen, una decisione del governo italiano che appare del tutto strumentale e propagandistica oltre che portatrice di enormi difficoltà per tutti coloro che già a partire da domani prenderanno un aereo per la Spagna: in questo momento i migranti arrivati a Ceuta e non ancora rimpatriati in Marocco sono geograficamente fermi in Africa, difficilmente arriveranno in Spagna perché dovrebbero attraversare lo stretto di Gibilterra, verrebbero fermati dai controlli alla frontiera perché in quel tratto, tra Ceuta e Melilla, Schengen non c’è. Ma la geografia è secondaria in questo momento, ciò che serve a Giorgia Meloni è battere sul tempo il generale Vannacci e Matteo Salvini e costruire un nuovo argomento contro cui scagliarsi, nascondendo ancora una volta i problemi concreti che richiedono risposte che non ci sono, dimenticando anche che quando i migranti sbarcavano sulle coste italiane pretendevano la solidarietà dell’Europa e ora invece è la prima a voltarsi dall’altra parte. È la campagna elettorale, quella che Sergio Mattarella ieri ha giudicato intempestiva e che toglie l’attenzione dai problemi, i salari bassi, la sanità pubblica in difficoltà, il lavoro. Ma la destra in Italia ha deciso che in questo ultimo pezzo di legislatura il consenso lo costruirà sulle paure, sulle presunte invasioni di stranieri, e il caso di Ceuta è l’ideale perché si arriva a chiudere le frontiere marittime e aeree con un paese che non ha seguito la propaganda della destra europea e di Giorgia Meloni sui migranti, anzi ha sempre espresso la propria contrarietà. Si fa presto a cambiare i soggetti, ma il tema è sempre quello: cavalcare la paura, di Mario Roggero per ora non si parla più, il Capo dello Stato ha fermato il tentativo di scavalcare le leggi per concedergli la grazia, ma si fa presto a trovare altri argomenti e nemici, mostrando il pugno di ferro, che siano i continui decreti repressivi, fino alla chiusura delle frontiere.
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