Caso Minetti, il governo imbarazza Mattarella e lo obbliga a intervenire (di nuovo)

Ancora una volta il Governo crea imbarazzo al Quirinale perché non è certo la prima volta, anche se questa pare essere particolarmente grave, se venisse confermato che il ministro della Giustizia Nordio abbia proposto la grazia senza che ce ne fossero i presupposti per una persona condannata. È solo di pochi giorni fa il pasticcio dell’emendamento al decreto Sicurezza che aveva palesi presupposti di incostituzionalità su cui il presidente della Repubblica è stato costretto a intervenire e si è trattata di una norma che ha che fare con le pratiche giudiziarie per i rimpatri. Prima ancora c’era stato il caso Bartolozzi, la capo di gabinetto del ministero della Giustizia che ha cercato con tutte le forze di non dimettersi per il caso del rimpatrio del torturatore libico Almasri, per cui è indagata dalla procura di Roma. Sempre coinvolta la Giustizia, sempre si è creata tensione con la presidenza della Repubblica. Aggiungiamo ancora Nordio che definì paramafioso il CSM e ricordiamo che il Consiglio Superiore della Magistratura è presieduto da Mattarella. Era la campagna elettorale per il referendum sulla riforma della magistratura, poi le cose per il Governo sono andate male e la testa di Bartolozzi è saltata, ma le acque non si sono calmate, anzi, il dl Sicurezza e il caso Minetti hanno rimesso Mattarella nelle condizioni di intervenire. Nel primo caso con una mediazione politica, ora con una richiesta di chiarimenti che potrebbe prefigurare uno strappo istituzionale di cui ci sono pochi precedenti.
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