Caro bollette e carburanti. Il Governo non sa cosa fare e spera che la guerra finisca presto

Chi si attendeva da Meloni soluzioni o, perlomeno, indicazioni contro il caro bolletta, il caro carburante e la fiammata di inflazione imminente è rimasto deluso. Il Governo ha scelto l’attesa e la preghiera che la guerra finisca presto e gli effetti siano limitati. Del taglio delle accise se ne parlerà forse più avanti, in questo periodo di casse vuote fa molto più gola l’extragettito IVA. Forse se ne riparlerà verso fine mese, alla vigilia del referendum per potersi spendere un eventuale provvedimento in chiave elettorale. C’è anche da dire che ora il taglio sui costi del carburante sarebbe irrisorio, il guaio è soprattutto sulle bollette, gli aumenti che già si prospettano, rendono il decreto appena approvato, ora, in Parlamento, dove si concentreranno molti emendamenti, superato, come conferma anche il centro studi di Confesercenti. Meloni ha rilanciato le tasse sugli speculatori, più uno slogan che una reale ipotesi. Ad oggi i costi dell’ennesima crisi rischiano di ricadere sulle fasce più deboli oltre che sulle imprese, che però, come è accaduto già dopo il 22, potranno scaricare sui consumatori. Il discorso della premier, da questo punto di vista, è stato poco pratico e molto ideologico. In realtà, in linea con la tendenza che si vede in Europa, le aree meno tasse sul fossile, nulla in ogni caso che possa tamponare la crisi nell’immediato, un’urgenza che accomuna un po’ tutti, imprese, sindacati e consumatori, ma su cui per ora il Governo si limita a fare spallucce.
Continua la lettura


