Calcio. Con un folle finale il Senegal batte il Marocco alla Coppa d’Africa

Chi chiedeva una finale imprevedibile è stato in qualche modo accontentato. Minuto 97, punteggio sullo 0-0, a tempo quasi scaduto, l’arbitro Jean-Jacques Ndala assegna un calcio di rigore al Marocco, un paese intero pregusta all’ultimo minuto di recupero, una vittoria, quella della Coppa d’Africa che manca da quasi 50 anni. Gli avversari del Senegal, però, non ci stanno, decidono di lasciare il campo, rientrano negli spogliatoi. Pochi minuti prima avevano protestato per un fallo che aveva negato loro il goal del possibile vantaggio. Al rigore per gli avversari, il commissario tecnico Pape Thiaw fa segno ai calciatori di lasciare il terreno di gioco. La partita si ferma per più di 15 minuti con un rigore decisivo da calciare in una finale continentale. Ci vuole un po’ prima che il capitano Sadio Mané convinca tutti a tornare in campo, a giocare la finale fino in fondo, a evitare una lunga squalifica. Finalmente si calcia il rigore e Brahim Diaz, il miglior attaccante del torneo prova un cucchiaio, un panenka. Il portiere avversario lo blocca senza sforzo. Il Marocco crolla sotto il peso della delusione, il Senegal segna con un goal spettacolare di Pape Gueye e vince ai tempi supplementari. La festa si sposta lontano dal Paese che l’aspettava, che ha investito milioni di dollari in stadi e infrastrutture, con migliaia di giovani che, per settimane, lo scorso ottobre, hanno manifestato per chiedere di non trascurare gli ospedali. Un Paese che, nel calcio, ha perso l’occasione che tanto desiderava nell’attesa di tirare un rigore contestato. Decisamente una finale e un finale impossibili da prevedere.
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