Caccia. Fascisti e leghisti riportano indietro di decenni la tutela degli animali selvatici in Italia

Migliaia di firme, appelli di scienziati, persino il Papa. Niente ha smosso la determinazione di fascisti e leghisti di riportare l’Italia alla posizione più arretrata in Europa e direi in Occidente in merito alla natura e agli animali. Accontentare poche migliaia di cacciatori per ottenere il voto ha vinto sulla bellezza e lo sguardo al futuro. Il patrimonio di tutti noi, la fauna selvatica e patrimonio indisponibile dello Stato è ostaggio di poche migliaia di persone che acquistando una licenza, cioè una concessione, potranno deridere le regole e continuare a fare strage di esseri viventi indifesi davanti alle doppiette e le nuove tecnologie.
A guidare uno spirito di rivalsa, quasi di vendetta, davanti a donne e uomini che si battono da anni per regole e tutele vissute da loro come insopportabili costrizioni, al loro piacere di uccidere la vita. Dopo campagne di stampa continue che fanno dei selvatici nemici giurati dei cosiddetti umani oggi travestiti da finti dei che regolamentano la natura, si firma una pagina orribile che porta l’Italia ai tempi più bui e retrivi. Che vergogna!
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