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Bocciato il referendum sull’Autonomia differenziata

Referendum sull’Autonomia differenziata

Bocciato. Il referendum per abrogare la legge sull’Autonomia differenziata non si farà. Sono stati invece ammessi tutti gli altri, i quattro presentati dalla Cgil sul lavoro e quello sulla cittadinanza agli stranieri. La Corte Costituzionale ha bocciato il quesito sull’autonomia differenziata, le motivazioni si sapranno per esteso tra qualche giorno, ma forse ha pesato il giudizio che sempre la stessa Corte aveva dato qualche mese fa della riforma, aveva scardinato molte parti di questa – le opposizioni avevano usato il termine “demolito”, chiedendo una modifica degli aspetti più incostituzionali e quelli sui quali deve essere il Parlamento ad esprimersi e non il governo, come i Lep.

Ma il giudizio della Consulta di oggi è decisivo e toglie quindi la possibilità ai cittadini di esprimersi su una legge voluta fortemente dalla Lega, accettata senza convinzione da Giorgia Meloni e contestata da centinaia di migliaia di persone, che avevano raccolto le firme per il referendum, oltre alle regioni, cinque, ma c’era anche il giudizio negativo di regioni governate dalla destra, come la Calabria.

Dalle prime notizie che arrivano dalla Consulta la bocciatura è motivata dal fatto che la finalità del quesito non era chiara e avrebbe avuto impattato sul comma 116 della Costituzione, quello sull’autonomia delle regioni. Reazioni da parte del comitato promotore ancora non ci sono, il referendum aveva raccolto l’impegno di un vasto schieramento, sindacale, politico, di associazioni, che poco si era visto negli ultimi anni, così come per il referendum sulla cittadinanza, è stato ammesso, quindi in primavera gli elettori si pronunceranno sul dimezzamento dei tempi per gli stranieri in Italia per essere cittadini, così come ci sarà il referendum contro il Job act

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    Anna Bredice
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    A Roma, nel centrale quartiere Esquilino, c’è un palazzo di 10 piani e 21mila metri quadrati occupato dal 2013, che la Prefettura ha inserito tra 27 immobili del prossimo piano sgomberi (c’è anche CasaPound). Per questo palazzo, che si chiama Spin Time, centinaia di persone stanno firmando una petizione per dire che non si deve e non si può sgomberare una realtà che in più di un decennio ha prodotto scuole, orchestre, laboratori e riviste, una cucina popolare, degli sportelli di assistenza legale, tantissime attività (c’è anche Mediterranea) ed è soprattutto stato un modello di convivenza tra famiglie sfrattate di varie provenienze che dura e produce socialità. Il racconto di questa realtà unica, che nell’ottobre scorso è stata scelta dal Vaticano per ospitare il Giubileo degli oppressi, con associazioni e chiese arrivate dai quattro angoli del pianeta, è affidata a Chiara Compagno, che partecipa a Scomodo, una delle attività culturali interne al palazzo e che ci dice: “Roma è tutta qui, negli anni abbiamo riunito tantissime persone e diversità, siamo un centro che unisce e crea”. L'intervista di Claudio Jampaglia e Cinzia Poli.

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    Trump ordina l'uscita degli USA da decine di organizzazioni internazionali come l'IPCC il panel che verifica e promuove dati e studi sul riscaldamento globale e poi da decine di organizzazioni ONU come tutte le commissioni economico e sociali, uffici del diritto e del commercio internazionale. Intanto l'Europa va verso la firma di un accordo di libero scambio (in discussione da 25 anni) con i Paesi dell'America Latina, il commento di Alfredo Somoza e l'analisi degli effetti sull'agricoltura europea di Andrea Coinu, responsabile Politiche internazionali della Flai-Cgil. A Roma c'è un palazzo che dal 2013 ospita decine di associazioni, gruppi, attività di quartiere oltre a decine di famiglie che ci vivono, si chiama Spin Time e a ottobre ha ospitato anche il Giubileo dei Popoli con rappresentanti dalle Chiese e dalle associazioni di base di mezzo mondo; solo che ora la Prefettura lo ha inserito nei palazzi da sgomberare e come ci racconta Chiara Compagno di Scomodo Roma, si preparano a resistere. Danilo De Biasio Direttore della Fondazione Diritti Umani, ci presenta la sua nuova trasmissione con Barbara Bracco (storica Università Milano-Bicocca) e Giovanni Scirocco (storico Università degli Studi di Bergamo), in onda ogni sabato alle 16h30, intitolata "Ma che storia è questa?".

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