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Biennale, riapre il padiglione russo: Bruxelles accusa Roma sulle sanzioni

06 maggio 2026|Tiziana Ricci
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Padiglione russo alla Biennale di Venezia

La Commissione Europea non molla la presa. L’Europa ipotizza da parte della Biennale la violazione di alcune norme che regolano le sanzioni alla Russia. Cioè, la Biennale fornirà servizi di vario genere per l’organizzazione del padiglione russo. Dunque, l’Unione Europea pretende dal governo italiano una valutazione fattuale. La questione, dunque, è tutta politica. Finora il Governo ha creduto che bastasse prendere le distanze delle scelte autonome del presidente Buttafuoco. Intanto, il padiglione della discordia, quello russo, ha aperto ai primi giornalisti, titolo “L’albero è radicato nel cielo”. Una performance con immagini siberiane, neve, cavalli, orsi e montagne dell’artista Tatiana Khalbaeva. Al piano superiore si beve vodka in un piccolo bar, in un’atmosfera che disorienta e poco ha a che fare con ciò che accade nel mondo, mai più di festa. Performance dal vivo solo fino all’otto 8 maggio, poi sarà tutto in video. Molto probabile l’incursione delle Pussy Riot, che accusano gli artisti presenti di servire il regime. Intanto, c’è già stata la protesta pacifica di artisti contro il genocidio a Gaza. Un centinaio di artisti palestinesi e non solo portavano magliette con i nomi dei tanti colleghi uccisi.

 

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