Barcellona non cede alla paura

L’atmosfera era irreale, tante persone come non ne ho mai viste sotto un sole cocente e nessun rumore che non fosse il vento. La città ha applaudito e ha trattenuto il respiro per un minuto, scandito all’inizio da una onda di applausi che ha attraversato la piazza dalla Rambla de Catalunya a Passeig de Gràcia e alla fine da un lungo coro di “No tinc por” (non ho paura) mentre la folla si spostava verso la Rambla.
In quella piazza ci ho visto una città ferita che ha voglia di tornare a brillare come il sole abbagliante di questa giornata. Una città che non vuole smettere di accogliere,che non vuole farsi fermare dalla paura. Qualcuno a un certo punto ha urlato contro alcune donne velate: è stata la piazza intera a zittirli. Così come sono state zittite alcune urla contro le autorità che arrivavano: non è questo il momento – diceva una signora – perché oggi dobbiamo pensare ai morti, ai bambini feriti… oggi noi siamo tutti loro.
Le autorità, tutte presenti, Rajoy, Colau, Puigdemont e il monarca, Re Felipe, non hanno fatto discorsi. Alla ferita di questa città serviva solo questo silenzio profondo fatto di commozione e occhi lucidi.
Non sono troppo sicuro di aver scritto cose sensate ma il colpo al cuore è davvero immenso per chiunque ami questa città.
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