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Ballottaggi, secondo il Governo non cambia nulla ma il voto dice che il centrosinistra vince di più

08 giugno 2026|Anna Bredice
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Ballottaggi

Antonio Tajani è stato il primo a celebrare una vittoria che alla fine non c’è stata, “ora dobbiamo impedire che la sinistra metta le mani nelle tasche degli italiani”, dice in versione già da campagna elettorale per le politiche. Giorgia Meloni, poco dopo, si è precipitata a parlare di una conferma della stabilità di governo che arriva da questo voto. Parlando così presto, forse la destra ha voluto fissare subito quel tre a tre del risultato dei capoluoghi di provincia al ballottaggio, per far apparire il voto come un pareggio o una loro rivincita se si mette insieme anche il risultato di Venezia al primo turno. Ma alla fine dei conti e della giornata, ciò che viene fuori è che sono molte di più le città che vanno al centrosinistra che al centrodestra, soprattutto al Sud, in Sicilia ad esempio, ad Agrigento dopo decenni di giunte di centrodestra vince un candidato di sinistra, nella provincia di Napoli anche e questo, del Sud, è un tema su cui Giorgia Meloni dovrà interrogarsi. Sui diciotto capoluoghi di provincia, il centrosinistra ne conquista dieci, il centrodestra sei e sono di più le città che cambiano colore a favore della coalizione progressista che il contrario. Certo, a destra vanno Arezzo e poi Lecco, e chiaramente quella inaspettata vittoria di Venezia che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a Giorgia Meloni. Ma oggi non c’è la sconfitta del campo largo, anche se bisognerà capire, con i dati dei flussi, il risultato e l’apporto che hanno dato i Cinque stelle. Particolare ed interessante è il risultato di Molfetta, dove vince un candidato di Rifondazione comunista, sostenuto da un campo largo, con un Pd che su richiesta di Elly Schlein ha commissariato il Pd locale, cambiando proprio direzione. A differenza di Giorgia Meloni che ha commentato subito, Elly Schlein e Angelo Bonelli hanno parlato poco fa dicendo che “i conti si fanno alla fine, la coalizione progressista è in campo per vincere”. Se ancora sono lontane le politiche, per Giorgia Meloni questo è un campanello d’allarme per le città che andranno al voto l’anno prossimo e che sono molto importanti, tra queste Roma e Milano e il timore che possa esser un voto di traino per le politiche immediatamente dopo.

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