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Baghdad-Parigi, un filo lungo vent’anni

“Dietro la strage di Parigi c’è un filo di guerra che unisce gli ultimi 25 anni”.

Alessandro Colombo insegna Relazioni internazionali all’Università Statale di Milano. Studia da tempo le dinamiche belliche e recentemente ha pubblicato per Feltrinelli La grande trasformazione della guerra contemporanea. Commentando le reazioni di questi giorni alla strage di Parigi – durante il Microfono aperto – utilizza più volte termini come “impudenza” e “ipocrisia”: l’impudenza di dichiarare soltanto oggi “siamo in guerra”, l’ipocrisia di non connettere cioè che accade oggi a ciò che è accaduto negli ultimi decenni.

“La distinzione tra pace e guerra – spiega Colombo – si è andata progressivamente sfumando. La strage di Parigi avviene in un contesto nel quale possiamo, per molti versi, sentirci già in guerra da tempo: c’è guerra in Siria e in Medio Oriente, nello scacchiere mediorientale c’è guerra, di fatto, dal 1991”.

Le guerre asimmetriche moderne hanno le loro dinanimche. Per decifrarle è necessario comprenderne gli elementi. Il ragionamento di Colombo li ripercorre e prova a connetterli: dalla prima guerra del Golfo, al disinvestimento progressivo delle potenze occidentali sullo scacchiere mediorientale, fino al collasso attuale della regione, brodo di coltura di Isis. Un filo rosso che da Bagdad risale nel tempo agli ultimi giorni. E alla frase rivolta dal Presidente Hollande ai francesi all’indomani della strage: “Siamo in guerra”.

 

Ascolta l’intervista con Alessandro Colombo

Alessandro Colombo

 

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Parigi: strage contro le bombe o la libertà?

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    Massimo Bacchetta
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    Il disco di debutto dei The Sophs è previsto per il prossimo 13 marzo ma la giovane formazione di Los Angeles sta già catturando l’attenzione di molti. Poco prima di partire per un tour che lì vedrà suonare in molti dei più grandi festival del 2026, due dei sei componenti della band sono passati ai microfoni di Volume per presentare l’album in uscita e suonare alcuni brani. Dalla nascita del progetto fino all’esperienza con la storica etichetta Rough Trade - “un sogno che si avvera”, spiega la band - abbiamo chiesto ai The Sophs anche il loro punto di vista, da statunitensi, sulla difficile situazione che il loro paese sta attraversando in questi giorni. “Ci vergogniamo del nostro governo, le persone in carica oggi non rappresentano in alcun modo i cittadini americani - spiega Ethan Ramon, prima di ricordare l’importanza del voto per supportare la propria comunità - “siamo tutti figli di immigrati, la cultura della diversità è la vera spina dorsale del nostro paese”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande e il MiniLive dei The Sophs.

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    A volo d'angelo nella guerra dei Balcani al Teatro della Cooperativa

    Michelangelo Canzi e Federica Cottini sono giovani e non hanno conosciuto la guerra sanguinosa che si è consumata nei Balcani, ma hanno condotto approfondite ricerche e fatto sopralluoghi per saperne di più. Ne è nato un testo, firmato da Federica Cottini che ne ha curato anche la regia e interpretato da Michelangelo Canzi, che si cala nei panni di una guida turistica che accompagna gli italiani nei luoghi della guerra in Bosnia. Un personaggio complesso, che restituisce i ricordi della sua gioventù trascorsa fra i combattimenti e i massacri con un lessico di grande attualità. Lo spettacolo è in scena al Teatro della Cooperativa di Milano e i due giovani artisti sono stati ospiti a Radio Popolare, di Il Suggeritore Night Live e di Cult, dialogando con Ira Rubini.

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    Considera l’armadillo di mercoledì 14/01/2026

    Considera l'armadillo di mercoledì 14 gennaio 2026 con l'artista @ Tiziana Pers di @Rave East Village Residency abbiamo raccontato la mostra da lei curata La scomparsa degli animali al borgo storico di Clauiano a Trivignano Udinese e degli altri animali presenti al RAVE, della salute di Copper, la cavalla più anziana con la polmonite, degli aiuti di cui c'è bisogno, ma anche di Kennedy e delle sue linee guida per gli statunitensi. A cura di Cecilia Di Lieto.

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