Arriva il piano Ue per la resilienza climatica: obiettivi confermati, ma gli Stati devono agire

A Bruxelles è stato presentato oggi il nuovo “Quadro sulla resilienza climatica”, che prevede di stanziare 70 miliardi all’anno solo per l’adattamento climatico, e chiede ai singoli governi di elaborare dei piani strategici nazionali per adeguarsi all’aumento di 2 gradi entro il 2050 e di 3 gradi entro il 2100.
Il piano conferma di fatto gli obiettivi di neutralità climatica dell’unione, ma presenta diversi limiti, a partire dal nodo delle coperture economiche.
La Commissione Europea oggi ha presentato una proposta di direttiva per affrontare il tema dell’adattamento al cambiamento climatico. Sono previsti investimenti dell’ordine dei 70 miliardi l’anno su infrastrutture, edifici e sull’economia, oltre che sugli ecosistemi. Questi interventi sono necessari per affrontare un aumento della temperatura globale di 2° entro il 2050 e di 3° entro il 2100 rispetto ai livelli preindustriali.
Ma se non abbattiamo le emissioni come previsto dagli impegni che gli Stati si sono dati, la temperatura potrebbe aumentare anche di più. In altri termini, dobbiamo annullare le emissioni e dobbiamo investire tantissime risorse nell’adattamento. Le due cose non sono in conflitto, anzi si tengono.
Ora parte un lungo processo che passerà per l’approvazione del Parlamento Europeo e dei governi nazionali e quindi il testo definitivo potrebbe essere diverso da quello presentato oggi, che prevede, tra l’altro, che ogni Stato si doti di un piano nazionale con misure specifiche per affrontare le criticità che potranno essere diverse da Paese a Paese.
E qui vedremo se chi sarà il governo in Italia provvederà per tempo o se entreremo in procedura di infrazione, come ad esempio abbiamo fatto per la cosiddetta direttiva Case Green. Non abbiamo, infatti, ancora predisposto il piano per ridurre i consumi energetici degli edifici, il piano che in tempi di crisi energetica sarebbe invece stato molto, ma molto utile.
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