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Arabia Saudita, continua la crociata del regime contro la comunità LGBT

Arabia Sudita, il regime sequestra giocattoli arcobaleno dai negozi della capitale

Può un astuccio con i colori dell’arcobaleno essere “un’offesa alla pubblica morale e alla fede islamica”? Sì, secondo le autorità dell’Arabia Saudita.

I media di Stato hanno riferito martedì sera che funzionari del Governo di Ryadh hanno sequestrato giocattoli e capi d’abbigliamento “arcobaleno” dai negozi della capitale perché diffonderebbero tra i più giovani l’omosessualità.

Gli oggetti presi di mira sono stati fiocchi, gonne, astucci, cappellini, peluche e giocattoli, articoli per la maggior parte destinati a un pubblico infantile, secondo quanto riportato dal canale tv Al Ekhbariya.

Durante il servizio mandato in onda, un funzionario del ministero del commercio, coinvolto nell’operazione, ha detto che questi prodotti contraddirebbero la fede islamica e la pubblica morale e promuoverebbero i colori dell’omosessualità. I negozi che contravverranno alla misura rischiano conseguenze penali.

Il mese scorso le autorità saudite avevano preso di mira anche l’ultimo film della Marvel, “Doctor Strange nel multiverso della follia”, dove uno dei personaggi viene cresciuto da due madri. Di fronte al rifiuto della Disney di tagliare la scena, la pellicola è stata bandita dai cinema del regno.

In più, secondo quanto riferito all’Agence France-Press da una fonte vicina al colosso californiano, anche il nuovo film “Lightyear”, nel quale ci sarebbe un bacio omosessuale, sarebbe stato cancellato. Anche se le autorità saudite non hanno confermato la notizia, le due principali catene di distribuzione del Paese non hanno la pellicola in cartellone.
Mentre in altri Stati del mondo si stanno svolgendo da quasi tre settimane le celebrazioni per il mese dell’orgoglio LGBTQ+, la decisione del governo saudita è l’ennesimo passo verso la repressione delle persone omosessuali, transgender e queer del Paese.

Nonostante in Arabia Saudita non esistano leggi penali contro le persone della comunità LGBTQ+, le decisioni dei tribunali sono derivate da interpretazioni della Sharia. Nell’arbitrarietà di queste sentenze le persone omosessuali rischiano dalle 100 frustate, all’allontanamento dal Paese per un anno, dalla carcerazione alla pena di morte.

Eleonora Panseri
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    Redazione
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