Al G7 la paura dello choc petrolifero

Il prezzo degli idrocarburi si infiamma ed è l’economia mondiale a rischio di crisi. Costo dell’energia, commercio internazionale, materie prime, approvvigionamento, spirale inflazionista sui beni di prima necessità: l’effetto domino è noto e le sue conseguenze potenzialmente devastanti.
I ministri delle finanze sono stati riuniti d’urgenza dalla Francia, presidente di turno del G7, e il ministro francese dell’economia e delle finanze Lescure ha rassicurato: “Non ci sono problemi immediati di approvvigionamento”, senza riuscire a dissipare le inquietudini quando ha ammesso che si ragiona sul possibile ricorso alle riserve strategiche se la crisi e l’impennata dei prezzi dell’energia dovesse continuare.
Ma al di là delle soluzioni tecnico-finanziarie, è sul terreno che si decidono gli equilibri e la Francia dispiega il meglio della propria marina militare per prendere la testa di una coalizione internazionale, in primo luogo europea, per intervenire nella regione. La portaerei francese Charles de Gaulle è già a Creta e nelle prossime ore sarà Cipro con la sua scorta di fregate, così come il presidente Macron, dal ponte dell’ammiraglia della flotta francese, ha spiegato: “Non siamo parte in causa nella guerra, ma partecipiamo e siamo pronti ad azioni difensive che sia difesa di Cipro, membro dell’Unione, poi dei nostri alleati nella regione e nella difesa della libertà di navigazione di commercio”.
Prima nel Mediterraneo orientale, poi nel Mar Rosso e infine, spiega ancora Macron, possibilmente in una non meglio precisata fase ulteriore, per la riapertura dello stretto di Hormuz, nel quadro di una missione internazionale.
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