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A Tokyo 2020 il corpo degli atleti si fa politico

Storicamente i Giochi Olimpici sono il palcoscenico ideale per lanciare messaggi sociali e politici in mondovisione: la sensazione però è quella che Tokyo 2020 sia l’edizione prediletta per trattare su vari livelli i temi cari in particolare a millennial e a Gen Z: la questione di genere, i diritti LGBTQIA+, la salute mentale.
Dalla campionessa di ginnastica artistica statunitense Simone Biles e la tennista giapponese nonché tedofora Naomi Osaka, che con la sola forza della vulnerabilità puntano i riflettori sull’assenza di tutele dell’equilibrio mentale degli atleti alle gemelle Charlotte e Laura Tremble, duo di nuoto sincronizzato francese, che si qualificano per la finale con una coreografia che affronta il tema della violenza sulle donne e dei femminicidi; all’oro olimpico di tuffi Tom Daley, che spazza via anni di maschilismo tossico e stereotipi di genere mettendosi a lavorare a maglia sugli spalti per sostenere un progetto di beneficenza e scaricare lo stress; agli spadisti statunitensi Jake Hoyle, Curtis McDowald e Yeisser Ramirez che nella gara d’esordio salgono in pedana con le mascherine rosa per protestare contro la presenza in squadra del compagno Alan Hadzic, permessa dal Comitato Olimpico nonostante sia indagato per violenza sessuale; alla velocista bielorussa Krystina Timanovskaya che ha chiesto e ottenuto asilo politico in Polonia poiché stava per essere riportata nel suo paese contro la sua volontà, dopo avere criticato la sua federazione alle Olimpiadi.

Gesti che denotano una grande consapevolezza da parte di atlete e atleti, consci del potere della propria voce e immagine: perché quest’anno più che mai il loro non è solo un corpo atletico, ma anche e soprattutto un corpo politico.

Foto | Ansa

  • Autore articolo
    Florencia Di Stefano-Abichain
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    Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.

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