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A Pioltello solo la Lega ha voglia di far polemica sulla scuola chiusa per la fine del Ramadan

pioltello scuola

“Una scelta basata sul buon senso è diventata politica”. Valentino, nonno di una ragazza di prima media, parla così fuori dall’istituto Iqbal Masih di Pioltello, nel milanese. Con pacatezza e con fastidio per le polemiche create a fini elettorali dalla Lega.
Chiudere le scuole per la fine del Ramadan, un giorno di festa per tante famiglie che in passato hanno scelto di tenere a casa i loro figli e le loro figlie, era questione votata in consiglio d’istituto, nel maggio di un anno fa. La decisione l’aveva suggerita un dato di realtà molto semplice: più sono le assenze in classe più fare lezione diventa difficile. Le strumentalizzazioni della Lega, negli ultimi giorni, hanno poi dato una veste politica a tutta la questione: “È un vergognoso arretramento sulla nostra identità” ha commentato l’eurodeputata Silvia Sardone. “È inaccettabile” ha aggiunto Matteo Salvini. Parole che hanno avuto l’effetto di spianare la strada alle minacce e agli insulti arrivati al preside Alessandro Fanfoni.

Il ministro dell’istruzione Valditara si è premurato di dire che “le scuole non possono stabilire nuove festività”, ha criticato “i risultati formativi enormemente inferiori rispetto a quelli della media lombarda” dell’istituto e l’Ufficio scolastico regionale ha chiesto alla dirigenza di valutare l’annullamento della decisione per “irregolarità nella delibera”.
Alcuni genitori, all’uscita della scuola di via Molise a Pioltello, descrivono la situazione nella classe dei loro figli e danno la loro opinione.

Divisi tra il quartiere di Seggiano e la frazione di Limito, i sette plessi dell’istituto Iqbal Masih (due scuole dell’infanzia, tre primarie e due medie) raccontano un pezzo non da poco della specificità di Pioltello.
Quasi la metà dei loro 1300 iscritti sono stranieri o originari di famiglie straniere, in una città di 36 mila abitanti, dove poco meno di un quarto della popolazione proviene da un Paese diverso dall’Italia.
Su questo insiste Mirko Dichio, assessore comunale ai servizi sociali e da più di dieci anni nel consiglio d’istituto dell’Iqbal Masih come genitore.

L’immagine multietnica di Pioltello è rappresentata in modo plastico dal quartiere Satellite, dove in passato sono state censite 92 nazionalità diverse e dove con fatica si cerca di costruire un tessuto sociale.
Una realtà che la politica più cieca e incline alle polemiche sceglie di ignorare, invece di riconoscerla e lavorarci insieme.

  • Autore articolo
    Luca Parena
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    Centinaia di migliaia di persone in 50 città, secondo gli organizzatori, tanti studenti e movimenti per la Palestina insieme ai lavoratori hanno animato le piazze dello sciopero generale indetto unitariamente dalle sigle del sindacalismo di base contro la manovra economica. Una manovra di guerra, condizionata dalla necessità di aumentare le spese militari e che taglia salari e stato sociale, il centro della protesta. A Roma la manifestazione si è concentrata davanti a Montecitorio, molto partecipati anche i cortei di Milano e di Genova, aperto dai lavoratori portuali insieme a Greta Thunberg. A Torino un gruppo di manifestanti a volto coperto ha fatto irruzione nella redazione de LA Stampa, vuota per lo sciopero, lasciando scritte e buttando all’aria materiali di lavoro. Il Cdr e il sindacato dei giornalisti hanno duramente condannato l’atto. A Venezia ci sono state cariche e l’uso di idranti quando i manifestanti hanno cercato di raggiungere la sede dell’industria militare Leonardo. Le interviste realizzate al corteo di Milano da Martino Fiumi.

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