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“Reagire all’abuso dell’obiezione di coscienza”

Emma Bonino, leader storica dei radicali italiani, è stata ospite a Memos nella Giornata internazionale della donna.

«La storia delle donne immigrate e rifugiate in Italia – racconta Bonino – è una storia a volte dimenticata, come se non avessimo in questo paese centinaia di migliaia di donne immigrate, anche loro con esigenze di diritti e di regole chiare. In Italia, ad esempio, le badanti sono circa 700 mila».

Emma Bonino difende i diritti delle donne dagli attacchi che provengono non solo dalla rimozione delle loro storie, ma anche dal non rispetto delle leggi. La legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, sostiene, deve essere difesa dall’abuso dell’obiezione di coscienza.

«Chiunque – racconta Bonino – in Italia faccia studi da ginecologo per esercitare la professione nel nostro paese , sa perfettamente qual è il quadro legislativo, cosa consentono e prevedono queste leggi. Il punto è che a fronte dell’obiezione di coscienza, dall’altra parte c’è la legge che prevede tassativamente all’articolo 9 che il servizio debba essere garantito attraverso varie modalità, compresa la mobilità del personale. Quindi, credo che reagire a questo abuso sia un dato di equilibrio rispetto a diritti delle cittadine italiane sanciti per legge».

Bonino dice di aver «molto apprezzato la decisione del presidente della regione Lazio Zingaretti di bandire un concorso per medici non obiettori della legge 194, così come la decisione di un ospedale della provincia di Rovigo di bandire un concorso analogo per biologi non obiettori della fecondazione assistita. La coscienza – conclude Emma Bonino – non è solo quella dei medici obiettori, ce l’hanno anche le donne!»

Memos ha ospitato oggi anche una delle interviste realizzate da Anna Bredice con alcune donne immigrate e rifugiate in Italia.

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  • Autore articolo
    Raffaele Liguori
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