27 allarmi bomba mandano in tilt il traffico aereo d’Europa. Coinvolti quattordici Paesi

Quattordici Paesi, almeno 27 voli commerciali e almeno 10 compagnie aeree coinvolte. Sono questi i numeri di una nuova serie di allarmi bomba su aerei e negli aeroporti europei, che ha aumentato la tensione sul continente a soli due giorni dalla prima estesa segnalazione di allarmi bomba.
Italia, Irlanda, Regno Unito, Spagna, Bulgaria, Romania, Polonia, Finlandia, Austria, Danimarca, Belgio, Portogallo, Grecia e Repubblica Ceca. Da nord a sud, da est a ovest, l’Europa si è trovata anche oggi a dover fare i conti con un’ondata di emergenza quasi senza precedenti per estensione e concentrazione geografica, che ha richiesto interventi di polizia, deviazioni, l’impiego di caccia militari e controlli straordinari negli aeroporti.
Al momento non ci sono prove di un coordinamento tra gli episodi né se possano essere prime avvisaglie di una guerra ibrida, ma anche a Bruxelles sono scattate misure di sicurezza comune.
“Non disponiamo ancora di elementi per stabilire se si tratti di un attacco informatico, ma è stato attivato il meccanismo di condivisione europeo di informazioni in relazione alla sicurezza dell’aviazione”, ha reso noto il commissario Apostolos Tzitzikostas. “Ogni minaccia contro i civili è inaccettabile”, ha aggiunto il responsabile europeo per i Trasporti, chiedendo alle 27 autorità nazionali competenti di indagare sugli incidenti e “implementare appropriate misure di sicurezza”.
Proprio l’Agenzia europea per la sicurezza aerea ha fatto sapere che, a prescindere dalla presenza di esplosivi, i problemi sono già reali, perché le deviazioni dei velivoli rappresentano “una seria perturbazione per un sistema progettato per essere prevedibile ed efficiente” e comportano “un aumento del carico di lavoro per piloti, controllori del traffico aereo e aeroporti”.
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