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Rischio colera, la malattia dei poveri

Continua a salire il numero dei morti ad Haiti. L’ultimo bilancio ha superato abbondantemente la cifra di 900 vittime per le quali sono stati dichiarati tre giorni di lutto nazionale.  Aumenta anche il numero delle persone che hanno perso tutto ed hanno bisogno di assistenza totale. Almeno 350 mila sono raccolte in campi di fortuna dove non c’è ancora nulla di organizzato.

Questa promiscuità e la mancanza di igiene, di latrine, di acqua potabile rischia di far esplodere le epidemie, in particolare quella di colera. Ad Haiti il colera c’è da quando fu devastata dal terremoto del 2010. Da allora avrebbe fatto almeno diecimila morti.

Ora c’è il rischio che i danni provocati dall’uragano facciano registrare un nuovo picco di questa malattia che, allora come adesso, è provocata da un batterio che si annida nell’acqua inquinata. Un paradosso perché per curare il colera basterebbe dell’acqua potabile ma ad Haiti l’acqua manca anche in condizioni di normalità, figuriamoci col terremoto o con l’uragano.

I morti per il colera, che non è altro che una grave disidratazione provocata da violente scariche di diarrea o di vomito, sono, dunque, più che il prodotto di un batterio il frutto di una estrema povertà.

Per curare un malato di colera molto spesso basta solo idratarlo per via orale, cioè farlo bere acqua pulita. Ma anche questo bene essenziale, semplice, banale, ad Haiti manca.  Le grandi agenzie umanitarie hanno già lanciato l‘allarme perché è quasi certo che l’epidemia esploderà nelle disperate condizioni igieniche nelle quali la gente è costretta a vivere.

Per curare la malattia basta aggiungere ad un litro d’acqua mezzo cucchiaino di sale, sei di zucchero e mezza banana schiacciata. Un rimedio semplice, alla portata di tutti. Peccato che manchi quel maledetto litro di acqua potabile.

  • Autore articolo
    Raffaele Masto
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    CBCR 2026: al Circolo Magnolia la maratona live con il meglio della nuova musica italiana

    Sabato 17 gennaio, al Circolo Magnolia di Segrate, andrà in scena la notte dei Cbcr, evento organizzato dal magazine musicale online rockit. Giunto alla sua quarta edizione, l'evento “è al contempo una previsione e un auspicio per i dodici mesi successivi della musica italiana”, racconta l’organizzatore Dario Falcini ai microfoni di Volume, “punta a portare sul palco gli artisti sul punto di esplodere perchè secondo noi hanno le carte in regola, perchè se lo meritano e farebbero un gran bene al sistema. Negli anni sono stati individuati in tempi non sospetti Calcutta, Olly, Tananai, ThaSup, Blanco e altri artisti poi diventati mainstream.”Dal pop allo shoegaze, dall’hip hop all’elettronica, il programma si preannuncia ricco e variegato, mettendo insieme anche progetti completamente diversi tra loro. Ben diciotto i live che si susseguiranno su due palchi: una vera maratona musicale dal vivo, dalle 17.30 alle 3 di notte. “Inizialmente questo era un format scritto”, continua Falcini, “negli ultimi anni però gli spazi della musica live in Italia si sono contratti moltissimo, e volevamo dare a questi giovani artisti una possibilità e un palco per farsi conoscere”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Dario Falcini. (in foto: Tresca Y Tigre)

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