Adesso in diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    GR di lun 11/11 delle ore 18:30

    GR di lun 11/11 delle ore 18:30

    Giornale Radio - 11/11/2019

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di lun 11/11

    La rassegna stampa di Radio Popolare

    Rassegna Stampa - 11/11/2019

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di lun 11/11 delle 07:15

    Metroregione di lun 11/11 delle 07:15

    Rassegna Stampa - 11/11/2019

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Prisma di mar 12/11 (terza parte)

    Prisma di mar 12/11 (terza parte)

    Prisma - 11/12/2019

  • PlayStop

    Prisma di mar 12/11 (seconda parte)

    Prisma di mar 12/11 (seconda parte)

    Prisma - 11/12/2019

  • PlayStop

    Prisma di mar 12/11 (prima parte)

    Prisma di mar 12/11 (prima parte)

    Prisma - 11/12/2019

  • PlayStop

    Prisma di mar 12/11

    Prisma di mar 12/11

    Prisma - 11/12/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di mar 12/11 (terza parte)

    Fino alle otto di mar 12/11 (terza parte)

    Fino alle otto - 11/12/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di mar 12/11 (prima parte)

    Fino alle otto di mar 12/11 (prima parte)

    Fino alle otto - 11/12/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di mar 12/11 (seconda parte)

    Fino alle otto di mar 12/11 (seconda parte)

    Fino alle otto - 11/12/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di mar 12/11

    Fino alle otto di mar 12/11

    Fino alle otto - 11/12/2019

  • PlayStop

    Prisma di lun 11/11 (prima parte)

    Prisma di lun 11/11 (prima parte)

    Prisma - 11/11/2019

  • PlayStop

    Radio Session di lun 11/11

    Radio Session di lun 11/11

    Radio Session - 11/11/2019

  • PlayStop

    Note dell'autore di lun 11/11

    descrizioneGIAN UMBERTO ACCINELLI - VOCI DELLA NATURA - Presentato da CECILIA DI LIETO

    Note dell’autore - 11/11/2019

  • PlayStop

    Prisma di lun 11/11 (seconda parte)

    Prisma di lun 11/11 (seconda parte)

    Prisma - 11/11/2019

  • PlayStop

    Senti un po' di lun 11/11

    Senti un po' di lun 11/11

    Senti un po’ - 11/11/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di lun 11/11 (prima parte)

    Fino alle otto di lun 11/11 (prima parte)

    Fino alle otto - 11/11/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di lun 11/11 (seconda parte)

    Fino alle otto di lun 11/11 (seconda parte)

    Fino alle otto - 11/11/2019

  • PlayStop

    Senti un po' di lun 11/11 (prima parte)

    Senti un po' di lun 11/11 (prima parte)

    Senti un po’ - 11/11/2019

  • PlayStop

    Fino alle otto di lun 11/11 (terza parte)

    Fino alle otto di lun 11/11 (terza parte)

    Fino alle otto - 11/11/2019

  • PlayStop

    Senti un po' di lun 11/11 (seconda parte)

    Senti un po' di lun 11/11 (seconda parte)

    Senti un po’ - 11/11/2019

  • PlayStop

    Considera l'armadillo lun 11/11

    Considera l'armadillo lun 11/11

    Considera l’armadillo - 11/11/2019

  • PlayStop

    Due di due di lun 11/11

    Due di due di lun 11/11

    Due di Due - 11/11/2019

Adesso in diretta

Approfondimenti

La risposta al terrore è la normalità

Un gruppo di ragazze si affaccia al balcone di una palazzina di Rue Paradis e inizia a cantare La Marsigliese con passione e trasporto. Quando finiscono, si apre una persiana cigolante:

“Faites du silence! Il ya des gens qui dorment!”. La normalità è anche una donna anziana che protesta con delle ragazzine rumorose. Loro chiedono scusa e tornano nell’appartamento, alla loro festa del sabato sera.

Marsigliese

Alle 23 del giorno dopo la strage, la Promedade des Anglais viene riaperta. I poliziotti spostano le transenne e invitano con gentilezza le persone a tornare sui marciapiedi. Quello centrale, di fronte a Place Massena, è un altare laico. Una immagine che abbiamo imparato a conoscere, nelle città colpite dal terrorismo. A Nizza è piccolo, pochi metri quadrati di candele, mazzi di fiori, pupazzi e biglietti:

“Nous vaincrons sur la haine”. Vinceremo sull’odio.

In migliaia per tutto il giorno e per tutta la notte celebrano, davanti a quel piccolo altare, una cerimonia non confessionale. Si avvicinano a turno, restano in silenzio per qualche istante, se ne vanno. Qualcuno si accovaccia e accende un’altra candela, o scrive. Quasi tutti raccolgono una immagine con lo smartphone. Poco più avanti sulla Promenade, accanto al punto dove il camion è stato fermato dai colpi della Polizia c’è un altro angolo. Fiori, bandiere, frasi del dolore e della commozione in tutti i caratteri: latini, cinesi, arabi.

Nizza è una città multietnica, e continuerà a esserlo, dicono quei biglietti, e oggi si abbraccia nel punto dove un ragazzo che avrebbe potuto essere qui ed essere parte della vita ha deciso di scatenare l’odio.

Nizza vuole continuare a essere una città aperta. Un giovane dai lineamenti mediorientali discute del Corano con un signore dai tratti nordici.

“Noi vinceremo sull’odio”. In silenzio. La compostezza è la cifra della reazione della città. I soli rumori sono prodotti dalle troupes televisive, a decine, da tutto il mondo, e dagli aerei in atterraggio che passano sopra le teste.

Dietro la Promenade si aprono le strade dei negozi e dei bistrot. I tavolini pieni, l’aperitivo, la musica un po’ più bassa del solito, un tricolore a lutto. Qualcuno tiene chiuso per “Les évenéments”, gli avvenimenti. Mentre in Italia si urla sui social -fino a quando la Turchia regala nuove emozioni facendo scordare Nizza- qui anche nel linguaggio la risposta è la sobrietà. Significa dolore, orgoglio, forza. Significa consapevolezza che da domani i problemi saranno più urgenti in una città che appartiene all’immaginario di generazioni di europei, sogno di piccola mondanità, ma è allo stesso tempo la città che ha generato il maggior numero di Foreign Fighters di tutta la Francia, è la capitale di una regione roccaforte del Front National, è una città dove il luccichio della Promenade non nasconde le tensioni.

“Conversazione a Nizza”, le statue al led di Jaume Plensa che rappresentano l’uomo che medita su se stesso in Place Massena, oggi sono il simbolo di Nizza e di tutto il Continente. Sotto di loro non si ferma la vita. Il passeggio, Les Galeries Lafayette, le coppie sulla spiaggia, i locali internazionali.

Un ristoratore indiano mi accoglie parlando in francese e quando scopre che sono un giornalista italiano passa all’inglese: “Correvano da tutte le parti, sono entrati anche da me, abbiamo soccorso i feriti. Era l’inferno. Le persone scappavano nei vicoli e hanno rischiato di schiacciarsi nella calca”.

“Si tornerà alla vita di prima?”

“Non lo so. Non lo so.”

Si cerca un senso. Ci si chiede se le candele accese, raccolte una accanto all’altra nella notte di Nizza sul luogo della strage, forse, rappresentino un senso. O se il senso stia nei cartelloni della segnaletica autostradale che salutano gli automobilisti dopo il confine di Ventimiglia: “Liberté, Egalité, Franternité”

20160715_190806 20160715_191925 20160715_200725 20160715_222837 20160715_222935

  • Autore articolo
    Luigi Ambrosio
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni