Un campione del football porta in volto il nome di Wafaa Akila. Uccisa a 8 anni da Israele

Il giocatore degli Houston Texans Azeez Al-Shaair, porta i nomi delle vittime del genocidio in corso a Gaza sui campi di football americano, sfidando le regole della Lega Nazionale. Questa domenica, in occasione della seconda partita della stagione, ha indossato sul volto il nome di Wafaa Akila, una bambina di 8 anni uccisa il 7 settembre da un missile israeliano.
Al Shaair ha dichiarato di voler portare alla luce le situazioni di ingiustizia che sono sparse in tutto il globo, da Gaza fino alle violenze giornaliere dell’ICE, e si dice consapevole di violare le norme della Lega, che stabiliscono che i giocatori non potrebbero esporre messaggi personali sulla divisa a meno di approvazione preventiva. Già la settimana scorsa Al Shaair, è entrato in campo per la prima partita della stagione con il nome di Hind Rajab scritto in viso e, per questo, la Lega del Football ha deciso una multa di 11 mila dollari che si è offerto di pagare il giocatore dell’NBA Kyrie Irving, che in passato aveva già espresso posizioni pro Palestina. Invece, la prima volta che il giocatore dei Texans è entrato in conflitto con la Lega, è stata a gennaio di quest’anno, quando aveva pagato altri 11 mila dollari dopo essersi presentato in campo con lo slogan “Stop the genocide” scritto in volto. Insomma, Azeez Al Shaair è determinato a proseguire sulla sua strada. Rispondendo in maniera provocatoria ai giornalisti, rivendica il suo gesto nonostante le conseguenze: “ Quanto vale una vita? Una vita vale 11 mila dollari? No, penso che non abbia prezzo.”
Wafaa Akila è stata uccisa da un missile israeliano il primo giorno di scuola come almeno altri 20179 bambini dall’inizio del genocidio. Complessivamente si contano ormai più di 70 mila vittime e almeno 5000 dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025. La tregua sembra sempre più un inganno e le violazioni continue da parte dell’esercito israeliano rimangono impunite.
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