A Madrid business immobiliare senza freni: sfrattata Maricarmen, 88 anni, dalla casa in cui viveva da 70

Maricarmen ha lasciato la sua casa di Madrid in barella. Stamattina, alle 12.59, un’ambulanza l’ha portata all’ospedale, dopo il quarto tentativo di sfratto. Viveva dal 1956 al sesto piano di un appartamento della via Alcalde Sainz de Baranda, in uno dei quartieri benestanti di Madrid.
Il suo caso è diventato un simbolo della crisi della casa che vive la capitale spagnola. Perché Maricarmen ha 88 anni, è in sedia a rotelle con una disabilità del 50% e una salute delicata. Ma nemmeno questo ha fermato lo sgombero.
Per impedirlo, davanti al suo portone c’erano da giorni oltre 400 attivisti; un centinaio aveva passato la notte in tenda. Per eseguire la sentenza sono serviti circa 50 agenti antisommossa e 15 furgoni della polizia, che ha abbattuto il portone con un ariete. Poi ha portato via, uno per uno, i manifestanti seduti sulle scale.
L’edificio dove viveva è appartenuto per decenni ad una famiglia privata. Nel 2018 è stato venduto a Urbagestión, un fondo speculativo che si dedica allo sciacallaggio immobiliare. Compra interi palazzi in zone gentrificate per riqualificarli e aumentare gli affitti.
Nel caso di Maricarmen, l’affitto era salito da 500 a 2.650 euro, un aumento del 275%. Ma la pensione di Maricarmen è di appena 1.350 euro. Le trattative con la nuova proprietà per avere un affitto giusto sono durate anni ma sono sempre fallite. L’ultima richiesta era di 1.650 euro al mese. La società ha respinto anche l’offerta dell’ultima ora di una scrittrice anonima, che si era offerta di pagare l’affitto a vita.
La segretaria di Stato alla Casa, Leire Iglesias, ha spiegato che il governo di Pedro Sánchez ha cercato di comprare l’appartamento, di negoziare un affitto equo e si è rivolto perfino all’ONU. Ma non è servito a niente. La nuova proprietà, appoggiata dal Comune di Madrid, governato dalla destra, ha voluto mandare un messaggio chiaro: la casa è un affare che non si ferma davanti a niente. Secondo l’avvocata della donna, l’azienda ha negato perfino qualche giorno di proroga per trovare un altro alloggio.
Il caso arriva in un momento particolare. A febbraio la destra è riuscita a far naufragare nel Parlamento spagnolo la proroga dello “scudo sociale”, e cioè la sospensione degli sfratti per le famiglie vulnerabili attiva dalla pandemia. Madrid non è solo la città più cara della Spagna. La destra del Partido Popular, che governa città e regione, si rifiuta di applicare il tetto agli affitti approvato dal governo Sánchez. E così ora Maricarmen andrà a vivere da un cugino, che ha quattro figli e una casa di 50 metri quadrati.
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