Tra pochi giorni nuovo trilaterale Ucraina, Russia, Stati Uniti. Ma Mosca continua a bombardare

Russi e ucraini dovrebbero vedersi ancora domenica prossima, primo febbraio, ad Abu Dhabi. Così ha detto oggi il Cremlino. Come la scorsa settimana ci saranno anche gli americani. Per quanto si è capito i principali nodi da sciogliere per fermare la guerra sono quello territoriale – il destino del Donbas – e il futuro della centrale nucleare di Zaporizhia, al momento sotto controllo russo.
In questi giorni Mosca ha ribadito di non avere alcuna intenzione di fare marcia indietro, soprattutto di rinunciare al controllo di tutto il Donbas. Ieri il Financial Times ha scritto che la stessa amministrazione Trump avrebbe vincolato la firma dell’accordo sulle garanzie di sicurezza a Kyiv proprio alla cessione a Mosca dell’ultima parte di Donbas che gli ucraini controllano ancora, e dove soprattutto hanno le barriere di difesa più importanti di tutto il Paese.
In attesa della ripresa dei negoziati la Russia continua a bombardare.
Oggi ci sono state due vittime vicino a Kyiv. Una coppia. Si sarebbe salvata la figlia di quattro anni. Raid anche in altre zone del Paese.
Ieri c’erano stati parecchi morti tra Odessa e Kharkiv, dove un drone ha colpito un treno con dentro dei civili.
La guerra in Ucraina continua anche a fare molte vittime militari.
Secondo lo studio di un think-tank americano – il Centro per gli Studi Strategici e Internazionali – da febbraio 2022 tra morti, feriti e dispersi ci sarebbero 1 milione e 800 mila soldati. 1 milione e 200 mila russi, 600 mila ucraini. Entro la prossima primavera, prevede lo studio, le vittime potrebbero arrivare a 2 milioni.
In questo momento infatti non è assolutamente chiaro se lo sforzo diplomatico di questi giorni e di queste settimane sia in grado di fermare la guerra prima di quel momento.
Abbiamo detto dei prossimi incontri ad Abu Dhabi domenica 1 febbraio.
Oggi Kyiv ha fatto sapere che Zelensky è pronto a incontrare Putin per sciogliere i nodi più complessi – il Donbas e la centrale nucleare di Zaporizhia. La risposta del Cremlino è stata quella di invitare il presidente ucraino a Mosca. Era già successo in passato e comprensibilmente Zelensky aveva rifiutato. Un funzionario americano ha detto che un vertice tra i due non è cosa impossibile. Probabilmente dipenderà dalle pressioni di Trump, che finora nei confronti del Cremlino, parole a parte, è sempre stato molto prudente.
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