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Stati Uniti. La Corte Suprema ha allargato alcuni poteri del presidente. Oggi la decisione sullo ius soli

30 giugno 2026|Roberto Festa
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Trump

Sono due le sentenze di particolare importanza, tra quelle emesse ieri dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. In una, la Corte dà al presidente la possibilità di licenziare i commissari delle agenzie indipendenti di regolamentazione. Finora, i commissari potevano essere licenziati solo per inefficienza, negligenza, cattiva condotta. D’ora in poi, sarà possibile farlo anche se il presidente non è d’accordo con le loro valutazioni. È una decisione che allarga di molto i poteri presidenziali. Decine di agenzie, quella per la protezione dei consumatori, per l’ambiente, la sicurezza nucleare, i diritti dei lavoratori, perdono la loro indipendenza e vengono assoggettate al controllo del governo. In una sentenza separata, i giudici fanno comunque un’eccezione e tutelano l’autonomia della Federal Reserve, considerato il suo ruolo a garanzia della stabilità finanziaria. Secondo i giudici, Donald Trump non ha il diritto di licenziare, come ha fatto, una dei governatori della Banca Centrale, Lisa Cook. Si tratta di una sentenza che, per come è scritta, lascia comunque ampie possibilità di movimento a Trump, che infatti ha già reiterato la sua volontà di allontanare Cook, accusata di aver ottenuto in modo irregolare un mutuo immobiliare, cosa peraltro mai provata dall’amministrazione. Si va, in generale, verso una pericolosa dipendenza degli organi di controllo dalla politica. L’altra sentenza riguarda il voto per posta. L’amministrazione Trump contesta il fatto che il Mississippi ritenga validi i voti per posta spediti entro il giorno delle elezioni, ma arrivati fino a cinque giorni dopo il giorno elettorale. I giudici, cinque contro quattro, gli hanno dato torto. Almeno per ora, dunque, il voto per posta è salvo, in Mississippi e molti altri Stati, e viene respinto il tentativo di Trump di prendere il controllo anche delle elezioni. È attesa tra poche ore, il mattino qui negli Stati Uniti, la sentenza della Corte sul diritto di cittadinanza. Trump e la destra puntano a cancellare lo ius soli, la cittadinanza per nascita, sinora garantita dal 14esimo Emendamento. Sarebbe, per la destra radicale, la vittoria più importante, quella che sancisce la definitiva trasformazione dei fondamenti giuridici e ideologici dell’esperimento americano.

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