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Gli insulti a Roccella fanno schifo ma la macchina dell’odio è a destra

29 giugno 2026|Luigi Ambrosio
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Eugenia Roccella

Gli insulti e gli sberleffi a Eugenia Roccella nel momento in cui ha perso in quel modo drammatico il marito sono – diciamolo chiaramente – uno schifo. Non ci sono giustificazioni politiche per questo genere di violenza propagata tramite i social ed è giusto denunciarla. Che però consolidati propagatori di odio come certi politici e certi mezzi di comunicazione della destra li utilizzino per descrivere un mondo dove sarebbe la sinistra a essere violenta in questo Paese è una manipolazione della realtà. Il mondo al contrario, per fare una citazione ma stavolta sul serio. Gli stupidi e i violenti albergano evidentemente anche a sinistra e nell’epoca dei social nasconderli è difficile. Ma la vera macchina dell’odio e della violenza la vediamo quotidianamente in azione altrove. Una macchina organizzata, che si nutre di bot e di persone in carne e ossa mobilitare quotidianamente in forma volontaria e che si muove come un’onda. Prima, contro gli stranieri al grido di remigrazione e contro chi si oppone alla deriva vannacciana. Poi, contro chi denuncia la crisi climatica. Ancora, contro il Pride di Milano. Solo nel fine settimana sono stati una valanga i commenti di odio e di violenza contro il Pride. Centinaia praticamente sotto a ogni post su ogni piattaforma social. Difficile credere che tutto questo sia spontaneo, frutto di una presunta “indignazione popolare”. Una oliatissima macchina della propaganda la vedemmo già in azione ai tempi del Salvini ministro dell’Interno. Era la famigerata “Bestia” che intimidiva chi dissentiva e creava la percezione di un consenso granitico per “il Capitano”. Ora assistiamo -dai media tradizionali ai sociale- alla riproposizione di schemi che se non sono identici ci somigliano parecchio. A passare all’incasso magari sarà Vannacci, magari sarà qualcun altro. O altra. Ciò detto, naturalmente, gli insulti a Eugenia Roccella sono uno schifo.

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