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Santanchè sempre più sola. Ma non se ne va

Santanchè

Elly Schlein e Giuseppe Conte rimangono seduti in aula alla Camera dei deputati insieme ad altri parlamentari dell’opposizione, la loro presenza, che rafforza il valore politico della mozione di sfiducia, risalta in confronto al deserto dei banchi della maggioranza. Non sono neanche una decina i deputati di Fratelli d’Italia, pochissimi della Lega, vuote le postazioni del Governo, ad accezione di qualche sottosegretario. Seduta al centro la ministra Santanchè ad ascoltare la richiesta di sfiducia, hanno parlato solo alcuni esponenti dell’opposizione, dopo l’ultimo intervento si è alzata e se ne è andata.

E’ la rappresentazione dell’isolamento nel Governo, dell’imbarazzo, della scelta di Giorgia Meloni di non metterci la faccia, ma in realtà la sua è una fuga, come è accaduto con Almasri, visto che non è riuscita finora a imporre alla ministra di andarsene, anche per una questione di opportunità, in previsione di un possibile secondo rinvio a giudizio, questo più grave ancora, perché si tratta di truffa ai danni dello Stato. La ministra del Turismo resiste, si sente forse ancora forte di qualche patto o accordo fatto all’inizio della legislatura. Per Meloni, Santanchè rappresenta più un peso che il simbolo della battaglia contro i giudici che la Presidente del Consiglio continua a combattere. Secondo un sondaggio, una grande maggioranza di elettori di Fratelli d’Italia vorrebbero che la ministra lasciasse il governo. Matteo Salvini oggi dice che non deve dimettersi fino alla sentenza definitiva, ma il suo giudizio sembra essere più un dispetto che un aiuto. Santanchè indebolisce Giorgia Meloni e forse questo non dispiace a Salvini, ancora offeso per le battute di derisione sulle chat di Fratelli d’Italia.

  • Autore articolo
    Anna Bredice
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