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Santanchè sempre più sola. Ma non se ne va

Santanchè

Elly Schlein e Giuseppe Conte rimangono seduti in aula alla Camera dei deputati insieme ad altri parlamentari dell’opposizione, la loro presenza, che rafforza il valore politico della mozione di sfiducia, risalta in confronto al deserto dei banchi della maggioranza. Non sono neanche una decina i deputati di Fratelli d’Italia, pochissimi della Lega, vuote le postazioni del Governo, ad accezione di qualche sottosegretario. Seduta al centro la ministra Santanchè ad ascoltare la richiesta di sfiducia, hanno parlato solo alcuni esponenti dell’opposizione, dopo l’ultimo intervento si è alzata e se ne è andata.

E’ la rappresentazione dell’isolamento nel Governo, dell’imbarazzo, della scelta di Giorgia Meloni di non metterci la faccia, ma in realtà la sua è una fuga, come è accaduto con Almasri, visto che non è riuscita finora a imporre alla ministra di andarsene, anche per una questione di opportunità, in previsione di un possibile secondo rinvio a giudizio, questo più grave ancora, perché si tratta di truffa ai danni dello Stato. La ministra del Turismo resiste, si sente forse ancora forte di qualche patto o accordo fatto all’inizio della legislatura. Per Meloni, Santanchè rappresenta più un peso che il simbolo della battaglia contro i giudici che la Presidente del Consiglio continua a combattere. Secondo un sondaggio, una grande maggioranza di elettori di Fratelli d’Italia vorrebbero che la ministra lasciasse il governo. Matteo Salvini oggi dice che non deve dimettersi fino alla sentenza definitiva, ma il suo giudizio sembra essere più un dispetto che un aiuto. Santanchè indebolisce Giorgia Meloni e forse questo non dispiace a Salvini, ancora offeso per le battute di derisione sulle chat di Fratelli d’Italia.

  • Autore articolo
    Anna Bredice
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    Golden Globe 2026: premi, vincitori e rinnovati sospetti sull’organizzazione

    Le premiazioni della 83ª edizione dei Golden Globe hanno avuto luogo ieri a Hollywood  dando come ogni anno il via ufficiale alla stagione dei premi. Oggi, a Volume, abbiamo commentato i vincitori e i momenti più rilevanti della cerimonia insieme ad Alice Cucchetti. "Una battaglia dopo l’altra" di Paul Thomas Anderson ha portato a casa quattro statuette, Timothée Chalamet ha vinto per la prima volta con “Marty Supreme”, mentre sul fronte televisivo a trionfare è stata la miniserie “Adolescense”. Tuttavia, dopo lo scandalo di corruzione che incriminò l’organizzazione cinque anni fa, spiega Alice Cucchetti, "ci sono ancora dei meccanismi loschi, perchè la società che ha acquistato i Golden Globe è adesso la stessa che gestisce i principali giornali di cinema americano“. L’intervista di Elisa Graci e Dario Grande ad Alice Cucchetti.

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    Poveri ma belli di lunedì 12/01/2026

    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

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    Volume di lunedì 12/01/2026

    Bob Weir dei Greatful Dead scomparso nel weekend e il nuovo disco della settimana dei Sault raccontati da Niccolò Vecchia. Il collegamento telefonico con Alice Cucchetti per commentare i vincitori dei Golden Globe. Billie Eilish e gli artisti che a seguito dell'uccisione di Renee Good stanno denunciando la condotta dell'ICE e dell'amministrazione Trump.

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