Salvini e Giorgetti silurano il capo delle ferrovie

Salvini e Giorgetti silurano Donnarumma. Il ministro dei trasporti e dell’economia impongono le dimissioni al capo di FS, di fatto scaricandogli la responsabilità dei continui problemi e disservizi di questi anni – l’ultimo oggi, con un treno bloccato a Milano per tre ore senza aria condizionata – per i quali nel mirino era proprio la gestione di Salvini, che oggi ha annunciato le sue dimissioni persino prima che avesse il tempo di comunicarle ai vertici del gruppo. MA chi è Antonio Donnarumma? Un manager cresciuto all’ombra della politica di cui è stato, alla fine, capro espiatorio. Stefano Donnarumma, una carriera in Acea e per un solo mandato catapultato a Terna, era approdato alle Ferrovie dello Stato dopo aver tentato la scalata ai vertici dell’eni con i buoni auspici prima della Lega e poi di Fratelli d’Italia. Ma le Ferrovie dello stato non sono un’azienda facile, peraltro chiamata a gestire ingenti investimenti dirottati dal governo Meloni con le revisioni del PNRR. Donnarumma non ha mai fatto mistero di ritenere gli sponsor politici indispensabili ma estremamente variabili: quando era ad di Acea era diventato il manager preferito dei pentastellati che hanno cercato di candidarlo al posto di Claudio Descalzi all’eni e poi l’hanno indicato ai vertici di Terna dove è stato amministratore delegato dal 2020 al 2023. Avendo ben compreso l’ascesa di Fratelli d’Italia Donnarumma fu l’unico tra i manager di aziende pubbliche ad intervenire alla convention programmatica del partito meloniano nell’aprile del 2022. Avendo sempre nel mirino l’eni ma riuscendo poi a conquistare la poltrona di ad e direttore generale delle Ferrovie dello Stato dove è entrato in rotta di collisione soprattutto con il ministro Giorgetti che non ha per nulla gradito il progetto di uno spin off per gli investimenti nell’alta velocità con l’ingresso di fondi esteri.
Articoli correlati


