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Nessun accordo sui brevetti dei vaccini al G20, Letta insiste sulla tassa di successione e le altre notizie della giornata

Global Health Summit 2021

Il racconto della giornata di venerdi 21 maggio 2021 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. A Gaza i palestinesi hanno festeggiato la fine dei bombardamenti. Non c’era altro da festeggiare dopo le distruzioni, i morti, i lutti. Dal G20 che si è riunito per discutere di pandemia nessuna presa di posizione a favore della sospensione dei brevetti dei vaccini. Enrico Letta non abbandona la sua proposta di aumentare le tasse alle successioni più ricche. Autostrade chiede la rimozione di un murales da una casa da contadini della bassa emiliana che fu una base partigiana. La Fondazione Kessler, che collabora con il ministero della Sanità, ha reso noto che un italiano su due è immune al COVID Infine, i dati di oggi sull’andamento dell’epidemia da COVID in Italia.

Tregua raggiunta tra Israele e Hamas. Chi ha vinto e chi ha perso

A Gaza i palestinesi hanno festeggiato la fine dei bombardamenti. Non c’era altro da festeggiare dopo le distruzioni, i morti, i lutti. Fuori dalla Striscia è tutta un’altra storia. Per aver tenuto testa a Israele, Hamas ha ampliato o il proprio consenso in Cisgiordania e nel mondo arabo. Faceva un certo effetto vedere a Hebron la folla in festa sventolare le bandiere del movimento islamico.
Netanyahu invece deve ancora trovare la quadra. Da una parte è attaccato dall’estrema destra e dai coloni per aver sospeso i raid su gaza e dall’altra è criticato dai partiti moderati per aver trascinato il paese in una nuova guerra
Quello che ha tatto l’unanimità è il grande ruolo avuto dall’Egitto che storicamente è l’unico paese che parla con i dirigenti israeliani e con Hamas. Il Generale al Sisi, messo in un angolo dalla Casa Bianca per la violazione dei diritti umani, ha ricevuto i complimenti di Joe Biden.
Joe Biden, che voleva concentrarsi nel suo primo anno alla Casa Bianca sui mali dell’America, è stato costretto dall’ala progressista del partito democratico a chiamare più volte Netanyahu per strappare una tregua.
Inoltre Joe Biden sta cercando di rilanciare il dialogo con l’Iran sul nucleare e ha capito che questo conflitto rischiava di destabilizzare tutta la regione. Teheran è il principale sostenitore di Hamas e la presenza dei suoi consiglieri a Gaza dà fastidio non solo a Netanyahu ma anche al Cairo impegnata nella lotta contro l’islam politico che sia sunnita o sciita. Gaza rischiava di diventare un nuovo libano, il terreno di confronto preferito da Iran e Israele. Questa tregua ha ridimensionato per il momento le ambizioni degli Ayatollah.

Dal G20 nessun accordo sulla sospensione dei brevetti dei vaccini

Dal g20 che si è riunito per discutere di pandemia nessuna presa di posizione a favore della sospensione dei brevetti dei vaccini, chiesta da oltre 100 paesi. Le case farmaceutiche annunciano forniture di dosi per i paesi più poveri, ma una distribuzione più equa a livello globale sembra ancora lontana.

(di Andrea Monti)

Nel documento conclusivo del vertice si parla di licenze volontarie, quindi della possibilità che le aziende decidano di cedere i brevetti. Si tratta appunto di una possibilità, non di un obbligo, ed è previsto comunque un pagamento per ottenere la formula del vaccino. Niente a che vedere con la sospensione chiesta dalla coalizione di paesi guidata da India e Sudafrica, e appoggiata da un paio di settimane anche dagli Stati uniti di Joe Biden. L’Unione europea continua a non voler seguire l’esempio: stamattina Mario Draghi ha detto che l’Italia è “aperta” a questa idea, ma nulla più. La presidente della commissione di Bruxelles, Ursula von der Leyen, si è limitata a spiegare che c’è un accordo per usare “tutte le flessibilità previste” dal sistema dei brevetti e ha aggiunto che a giugno l’Unione presenterà una sua proposta sul tema. La sospensione potrebbe rendere più equa la distribuzione globale delle dosi, finora concentrate nei paesi più ricchi. Oggi Johnson & Johnson, Moderna e Pfizer-Biontech hanno comunicato che entro il 2021 avranno dato un miliardo e 300 milioni di vaccini agli stati a medio o basso reddito, e che li faranno pagare meno di quanto costano alle altre nazioni. Un annuncio che Draghi ha commentato parlando di un passo “che cambierà il panorama” e che secondo il presidente del consiglio renderebbe meno importante il dibattito sui brevetti.
Le dosi promesse dalle case farmaceutiche, però, non bastano a coprire i bisogni dei paesi meno fortunati. Sentiamo il medico e nostro collaboratore

 

Letta insiste sull’aumento delle tasse alle successioni più ricche

(di Anna Bredice)
“Non è un paese per giovani, ma io non mollo. “Nonostante le reazioni così dure, compresa quella di Draghi, Enrico Letta non abbandona la sua proposta di aumentare le tasse alle successioni più ricche, l’un per cento del totale. Non è stata una proposta per far solo rumore, tant’è che domenica andrà in una trasmissione Tv in prima serata per spiegarla meglio. Oggi Draghi e Letta si sono sentiti al telefono, da Palazzo Chigi si è fatto sapere che è stato un “colloquio lungo e cordiale” ma la risposta gelida di Draghi ha fatto capire che per quanto il Pd sia il partito che più si è caricato sulle spalle la sorte dei governi con Conte e ora con Draghi, sulla riforma del fisco Draghi vuole fare da sé, senza subire ordini dei partiti, che sia il Pd con un prelievo sulle successioni milionarie che sulla flat tax di Salvini. Ma che riforma sarà quella di Draghi? Se è vero che sostiene il principio di progressività, all’orizzonte non sembra però profilarsi una riforma a favore soprattutto dei ceti bassi. Ma Letta con questa proposta ha creato un piccolo terremoto negli equilibri così precari del partito. Dal Nazareno confermano che la proposta verrà messa in campo già in questa legislatura e che è stata ripresa un’idea che arriva dal Forum diseguaglianze e da Fabrizio Barca. Da sinistra del partito quindi, un’area che Letta vuole ricompattare intorno a sé con battaglie identitarie, dopo la segretaria di Zingaretti che aveva spostato l’asse di sinistra più vicino ai Cinque stelle. Non a caso nei Cinque stelle la proposta sulle tasse di Letta inizia a dividere, c’è chi è favore e chi per il momento preferisce tacere. Domani nascerà una nuova area a sinistra, si chiama “Prossima” e raccoglie ex zingarettiani, persone di Leu, Giuliano Pisapia, Arci. Nel manifesto che verrà presentato c’è anche la tassa sulle successioni, ma Letta, dicono, ci ha anticipato. Chi è rimasto spiazzato è Base riformista, con Marcucci contrarissimo e chissà se conta anche il fatto di appartenere a una ricca famiglia di imprenditori. Gli ex renziani su molti temi sono più vicini a al centrodestra che al loro partito, dal Fisco al Ddl Zan.

Autostrade intima la rimozione di un murales partigiano

Una casa da contadini della bassa emiliana che fu una base partigiana a poche decine di metri dall’A1. Sul muro un grande disegno con i volti dei partigiani delle famiglie Manfredi e Miselli, uccisi dai fascisti nel dicembre del 1944, e un verso della canzone Partigiano Reggiano di Zucchero Fornaciari: “Un canto libero, l’amore libero, un cuore unico come un #partigianoreggiano”. Lo ha fatto nel settembre scorso Istoreco, l’istituto per la storia contemporanea di Reggio Emilia.
Per Autostrade però, testuale, “per sua natura, forma, dimensione, contenuto e posizione è fonte di grave pericolo per la sicurezza della circolazione”. In una lettera autostrade intima a Istoreco e al Comune di rimuoverlo entro 10 giorni. Altrimenti, prosegue minacciosa, chiederà aiuto alla polizia stradale.
Il murales rimane lì dov’è dice il sindaco di Reggio Luca Vecchi, che incassa il sostegno del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Dario De Lucia, tesoriere di Istoreco, dice che il murale rimarrà lì dov’è e che altri ne verranno fatti nel 2021 e nel 2022.

Un italiano su due è immune al covid

(di Omar Caniello)
Oggi la Fondazione Kessler, che collabora con il ministero della Sanità, ha reso noto che un italiano su due è immune al covid. Ma come si è arrivati a calcolare questa cifra ?
Va innanzi tutto sottolineato che il calcolo fatto dalla Fondazione è una stima, un valore soggetto a una serie di variabili, come spiegato dallo stesso istituto.
La cifra di un italiano su due immunizzato viene infatti calcolata partendo dal presupposto che il dato di circa 4 milioni di italiani colpiti da covid sia di molto sottostimato per l’assenza quasi totale di un sistema di tracciamento efficace. L’Istituto Kessler considera verosimile un valore medio di persone contagiate durante l’intera pandemia tra il 24 e il 36% della popolazione; e ritiene credibile che il numero di italiani con gli anticorpi, sia tra gli undici e i 16 milioni, fino al 28% della popolazione. A questi, vanno aggiunti gli immuni da vaccino. A oggi sono state somministrate oltre 28 milioni di dosi, con 19 milioni di cittadini che hanno ricevuto almeno la prima. La stima è che circa 15 milioni di italiani sono già immunizzati con il vaccino, circa il 25 per cento della popolazione. La somma delle due immunità produce il risultato provvisorio di una percentuale di italiani immuni al Covid compresa tra il 43 e il 53% della popolazione. Dicevamo delle variabili che rendono il calcolo credibile ma non certo. La prima è la durata degli anticorpi nelle persone che hanno avuto il covid, al momento non ci sono certezze, così come sono variabili le percentuali di copertura con una sola dose che dipendono anche dal tipo di vaccino somministrato. Insomma la vera svolta, varianti permettendo, resta sempre quel dato : arrivare a vaccinare il 75% della popolazione.

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

Da Lunedì tutta Italia sarà in zona gialla. I dati del monitoraggio settimanale confermano che la curva epidemica è in discesa. L’indice Rt è calato allo 0.78 rispetto allo 0.86 della scorsa settimana. In calo anche l’incidenza il cui valore e’ di 66 casi su 100 mila abitanti rispetto ai 96 della scorsa settimana. Negli ultimi sette giorni inoltre nessuna Regione o Provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi di covid sono stati poco più di 5mila con un tasso di positività al 1,9%. 218 le vittime.
https://twitter.com/RegLombardia/status/1395768235283341315

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    Neil Young torna a prendere apertamente posizione contro Donald Trump. L’artista utilizza i suoi social e siti per commentare le recenti tensioni politiche e riaffermare la sua storica contrarietà nei confronti del presidente degli Stati Uniti. Young lancia un appello diretto al pubblico, invitandolo a prendere coscienza della situazione attuale. Secondo il musicista, il Paese starebbe attraversando una fase di profondo declino politico e sociale, che attribuisce alla leadership e all’influenza di Trump. Il grande cantautore canadese naturalizzato statunitense afferma che Trump sta causando danni progressivi al Paese e sta accentuando fratture interne sempre più profonde. “Rendiamo l’America di nuovo grande”, ha scritto Young. “Non sarà facile finché cercherà di trasformare le nostre città in campi di battaglia per poter annullare le nostre elezioni con la legge marziale e sottrarsi a ogni responsabilità”. Nel suo intervento, il cantautore richiama anche alla responsabilità collettiva, invitando la popolazione a non restare in silenzio e a rispondere attraverso forme di mobilitazione pacifica. “Qualcosa deve cambiare”, ha continuato Young. “Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni. Troppe persone innocenti stanno morendo”. Infine Young prende di mira l’ICE, utilizzando un’immagine simbolica per descrivere la situazione attuale del Paese: “Fa un freddo glaciale qui in America”. “Ogni sua mossa mira a creare instabilità per poter rimanere al potere”. In conclusione, Young invita i lettori a reagire guidati dall’empatia e non dal timore, richiamando valori come “l’amore per la vita” e “l’amore reciproco”.

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    a cura di Davide Facchini. Per le playlist: https://www.facebook.com/groups/406723886036915

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    La Filarmonica della Scala apre al pubblico la sua prova per la Fondazione Giulia Cecchettin

    Il prossimo 18 gennaio la Filarmonica del Teatro alla Scala terrà una Prova Aperta straordinaria il cui ricavato andrà alla Fondazione "Giulia Cecchettin" per i progetti di educazione all’affettività realizzati dalla Fondazione, in risposta all’emergenza della violenza di genere. Sul podio ci sarà il maestro Riccardo Chailly, al pianoforte Alexandre Kantorow, con un programma che comprenderà opere di Sergei Prokof'ev e di Petr Il'ic Čajkovskij. Le Prove Aperte della Filarmonica della Scala sono ormai una vera stagione musicale che ogni anno permette al pubblico di assistere alla messa a punto di grandi concerti a prezzi contenuti, contribuendo allo stesso tempo a importanti progetti nel campo del sociale. In 14 edizioni ne sono state realizzate 74, con la partecipazione di quasi 138.000 spettatori che hanno permesso di raccogliere oltre 1 milione e 700 mila euro. Dal 2010 l’iniziativa ha sostenuto 58 associazioni. Quattro appuntamenti in abbonamento, dal 22 febbraio al 25 ottobre 2026, che anticipano i rispettivi concerti della stagione dell’orchestra Filarmonica della Scala e raccolgono fondi per altrettanti progetti di associazioni non profit milanesi. Il ciclo di quest’anno è dedicato a enti del Terzo Settore che a Milano realizzano progetti finalizzati al contrasto alla povertà educativa, oltre alla già citata Prova Aperta inaugurale dedicata appunto alla Fondazione "Giulia Cecchettin". Ira Rubini ha intervistato Daria Fallido sulle attività della Fondazione Giulia Cecchettin.

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