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Slitta l’accordo sui migranti in Europa, la legge di bilancio tra spread e deficit e le altre notizie della giornata

Il racconto della giornata di giovedì 28 settembre 2023 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. Slitta l’accordo sui migranti in Europa. L’Inps ha inviato un sms a diciassettemila nuclei familiari per avvisarli che non riceveranno più il reddito di cittadinanza. Manovra di bilancio: il problema non è tanto la spesa in deficit, il problema è come usare quei soldi. Strage di Brandizzo, i funerali di tre delle cinque vittime. Sono ancora migliaia le persone del Nagorno Karabakh che cercano in queste ora di lasciare la regione verso l’Armenia dopo che l’Azerbaigian.

L’Italia fa slittare l’accordo sui migranti in Europa

L’Italia ha bloccato l’accordo in Europa sul nuovo patto per l’asilo e l’immigrazione. Senza rilasciare dichiarazioni, il ministro Piantedosi ha lasciato il vertice europeo agli affari interni, per incontrare a Palermo i ministri dell’Interno di Libia e Tunisia.
La ragione della mancata intesa sarebbe lo scontro con la Germania sul ruolo delle ong. Oggi a Bruxelles i ministri degli interni europei contavano di trovare l’accordo sull’ultima parte del regolamento, quella che prevede in caso di emergenza migratoria un meccanismo di solidarietà obbligatoria, con la redistribuzione dei migranti fra gli Stati membri o, in alternativa, contributi finanziari ai paesi più esposti.
L’Italia avrebbe chiesto tempo per esaminare la proposta di compromesso, avanzata dalla presidenza spagnola, per ottenere il via libera della Germania. La clausola in questione riguarda l’aiuto umanitario e nello specifico il ruolo delle ong durante queste crisi.
Come ci ha spiegato Fulvio Vassallo Paleologo, avvocato, esperto di immigrazione, che sta seguendo il dossier.

Il ruolo delle ong è stato, dunque, il punto di rottura tra Italia e Germania. Una differenza di opinioni che si è vista plasticamente anche nel corso del bilaterale tra il ministro Tajani e la sua omologa tedesca Baerbock che c’è stato oggi a Berlino. Baerbock ha ringraziato le ong e le autorità italiane per le vite salvate in mare e poi ha fatto sapere che sono imminenti i finanziamenti del governo tedesco alle organizzazioni umanitarie che operano in Italia. Tajani, invece, ha ribadito la linea del governo, secondo cui le ong sarebbero un fattore di attrazione per migranti irregolari.
A testimonianza della tensione tra i due paesi, poco fa fonti del governo hanno diffuso una nota, dicendosi sorprese per la presenza di 7 navi delle ong battenti bandiera tedesca che navigavano tra Libia, Tunisia e Italia proprio mentre era in corso il vertice europeo.

L’Inps avvisa per sms chi non riceverà più il reddito di cittadinanza

(di Massimo Alberti)
L’Inps ha inviato un sms a 17mila nuclei familiari per avvisarli che non riceveranno più il reddito di cittadinanza.
Per avere il nuovo sostegno temporaneo dovrebbero iscriversi a corsi di formazione che però non sono ancora partiti. E così decine di migliaia di famiglie, da luglio, sono senza un reddito e si rivolgono ad associazioni ed enti di carità. Ma per la ministra del lavoro calderone “non ci sono difficoltà”.
Il governo che sostiene la famiglia a luglio a tolto il reddito di cittadinanza a 159mila famiglie, ad agosto a 33 mila. Ora ad altre 17mila, da qui a dicembre saranno altre 23mila. Si tratta percettori la cui cosiddetta occupabilità è stabilita unicamente dal fatto di non aver minori,disabili o over60.Da gennaio arriverà l’assegno di inclusione. Ora potrebbero chiedere il supporto formazione lavoro,350euro al mese per un anno. Il primo problema è che, come facilmente prevedibile, finora sono circa 40mila su 180mila ad essersi iscritti nell’apposita piattaforma. Perchè nella platea cui è stato tolto un reddito,la quasi totalità sono casi di marginalità o mancanza delle conoscenze essenziali anche su semplici tecnologie. Ma soprattutto, i corsi che darebbero accesso al sostegno non ci sono. Il fatto ha raccolto diverse storie da nord a sud: gli operatori raccontano proprio i ritardi delle regioni che bloccano le agenzie di formazione, che spesso, senza un sufficiente numero di iscritti, non erogano i corsi. Non è solo un problema del sud: in Lombardia ad esempio sono meno di uno su dieci. Nonna Roma, associazione che con pacchi spesa aiuta chi è in difficoltà, racconta di tante persone, tra i 55 e i 60 anni, incollocabili sul lavoro e che rischiano letteralmente la strada. L’aiuto è anche per sbrigare le pratiche. Ma nel frattempo, senza soldi non si mangia a meno appunto dei pacchi spesa. Per il governo, però va tutto bene. La ministra del lavoro Elvira Calderone, parlando mercoledì ad un convegno della Cisl, dove nessuno ha obiettato,ha usato questa parole “non vedo una situazione di particolare difficoltà”. Ignorando il disagio sociale creato dal suo stesso governo, e che si sta scaricando su associazioni ed enti caritatevoli, che facilmente lo avevano previsto.

Il nodo del deficit per la legge di bilancio

(di Massimo Alberti)
Oggi in borsa lo spread è salito a 200 punti, prima di scendere e chiudere la seduta a 193, uno in meno rispetto al livello finale di ieri. La differenza di rendimento tra i titoli italiani e quelli tedeschi è un sintomo del livello di fiducia che gli operatori finanziari hanno nel nostro paese, e già nei giorni scorsi gli aumenti dello spread erano stati letti come segnali negativi per il governo, che ieri ha deciso di far salire il deficit pubblico per finanziare la legge di bilancio da approvare a fine anno. Il servizio di Massimo Alberti
Anche se nella legge di bilancio sono attesi degli interventi su questioni come le tasse sul lavoro, un tema su cui insistono i sindacati confederali, dalla Cgil oggi il segretario generale Maurizio Landini ha rilanciato l’ipotesi di uno sciopero generale. Pino Gesmundo è segretario confederale del sindacato.

Oggi intanto la presidente del consiglio Meloni ha presentato il cosiddetto patto anti-inflazione che entrerà in vigore domenica. Il servizio di Andrea Monti:
A tre giorni dal debutto il patto promosso dal governo presenta ancora diversi punti da chiarire. Al momento si sa che durerà almeno fine a fine anno, che hanno aderito alcune decine di associazioni imprenditoriali – a partire da quelle della grande distribuzione – e che i prezzi di una serie di prodotti di prima necessità (come pasta, latte, sale, sapone e pannolini) potranno essere bloccati ai livelli attuali o scontati fino a un massimo del 10%. Potranno, perché in questo patto non c’è niente di vincolante, quindi quanto e come sarà applicato è tutto da vedere. Sulla carta hanno aderito tutte le maggiori catene di supermercati, che però – ed è uno degli aspetti della questione – fanno già promozioni in modo autonomo e hanno già delle linee di prodotti a basso costo. Gli sconti legati al patto saranno più convenienti di quelli offerti finora? Ogni prezzo che scende (o quantomeno non sale) è una buona notizia per chi fa la spesa, ma il rischio è che nel complesso il risparmio effettivo sia poca cosa, anche per chi ha un reddito basso, e che la mossa del governo si riveli per quello che sembrava già mesi fa, quando è stata annunciata: un’operazione di facciata, simboleggiata dal bollino tricolore che comparirà sui prodotti toccati dall’iniziativa.

Strage ferroviaria di Brandizzo, i funerali di Giuseppe Lombardo

(di Alessandro Braga)
È un quartiere popolare a salutare Giuseppe Lombardo, il più vecchio delle cinque vittime della strage di Brandizzo. Non aveva ancora compiuto i 53 anni. Le persone arrivano alla spicciolata, si abbracciano, piangono. Ci sono i colleghi, con gli occhi lucidi. La barista del bar vicino alla chiesa dice che nel pomeriggio andrà ai funerali di un’altra delle vittime, Michael Zanera, in Duomo, sempre a Vercelli, perché lo conosceva. Si conoscono tutti, in quelle vie periferiche della città, dove una volta c’erano anche capannoni industriali, ora dismessi. Nessuno ha voglia di parlare. Confabulano tra loro, non si capacitano dell’assurdità dell’evento. Ci sono i gonfaloni della Regione Piemonte, quelli del Comune di Vercelli. C’è il sindaco che alla fine della cerimonia rilascia qualche dichiarazione. A mezzogiorno c’è stato un minuto di silenzio, le bandiere sui palazzi pubblici sono rimaste a mezz’asta. Sulla facciata della chiesa, un immagine di Giuseppe, sorridente. Dimostra più dei 52 anni che ha, aveva. La musica di Marco Mengoni, Guerriero, accoglie la bara, insieme a un lungo, commosso applauso. All’uscita della chiesa, dopo la messa, sarà lo stesso applauso a dargli l’addio. Qualcuno indossa una maglietta con l’immagine di Kevin Laganà, il più giovane delle vittime, appena 22 anni. Il suo funerale sarà sabato. Domani, a Brandizzo, quello di un altro operaio morto nell’incidente, Giuseppe Sorvillo. A una sessantina di chilometri di distanza, a Chivasso, quasi in contemporanea col funerale di Lombardo, le esequie di un’altra vittima, Giuseppe Aversa. Sulla sua bara un cartello con scritto: non si può morire così nel 2023. Eppure succede. E pure troppo di frequente.

Ancora migliaia le persone che cercano di lasciare il Nagorno Karabakh

Sono ancora migliaia le persone del Nagorno Karabakh che cercano in queste ora di lasciare la regione verso l’Armenia dopo che l’Azerbaigian – ormai più di una settimana fa – ne ha preso il controllo con una rapida offensiva militare. Il numero delle persone che hanno attraversato il confine aggiornato ad oggi è di 74mila, più della metà dell’intera popolazione. Oggi intanto l’autoproclamata repubblica separatista del Nagorno Karabakh ha annunciato che scioglierà tutte le sue istituzioni a partire dall’1 gennaio 2024 e che, quindi, cesserà di esistere.
Il premier armeno, Pashinyan ha definito l’esodo degli armeni una pulizia etnica, mentre tra la popolazione in fuga cresce sempre più la sensazione di essere stati abbandonati.
Sentiamo il nostro collaboratore Sabato Angieri, che si trova al confine tra Armenia e Azerbaijan.

Ucraina: la visita a sorpresa di Stoltenberg a Zelensky

“E’ solo questione di tempo prima che l’ucraina entri nella nato”. Così il presidente Zelensky dopo la visita a sorpresa a Kiev del segretario generale dell’alleanza atlantica. Stoltenberg ha promesso all’ucraina nuovi aiuti militari, ma ha ribadito la posizione che l’alleanza ha tenuto al vertice di Vilnius, parlando di un’ucraina molto vicina alla Nato, ma senza fissare una road map per il suo ingresso. La posizione della Nato, in questi mesi, è sempre stata che finché l’Ucraina sarà in guerra non sarà possibile ragionare sul suo ingresso nell’alleanza altantica.
Sul campo, intanto, un gruppo di soldati russi che combattono accanto all’ucraina, i combattenti della Legione Libertà della Russia, hanno annunciato di essere entrati dall’Ucraina nel territorio russo della regione di Belgorod dove sarebbe in corso una battaglia. Kiev ha invece denunciato diversi bombardamenti russi che, in particolare hanno colpito infrastrutture energetiche: un impianto di gas nel Donetsk e una centrale termoelettrica nel Sud del paese.

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    Sabato 17 gennaio, al Circolo Magnolia di Segrate, andrà in scena la notte dei Cbcr, evento organizzato dal magazine musicale online rockit. Giunto alla sua quarta edizione, l'evento “è al contempo una previsione e un auspicio per i dodici mesi successivi della musica italiana”, racconta l’organizzatore Dario Falcini ai microfoni di Volume, “punta a portare sul palco gli artisti sul punto di esplodere perchè secondo noi hanno le carte in regola, perchè se lo meritano e farebbero un gran bene al sistema. Negli anni sono stati individuati in tempi non sospetti Calcutta, Olly, Tananai, ThaSup, Blanco e altri artisti poi diventati mainstream.”Dal pop allo shoegaze, dall’hip hop all’elettronica, il programma si preannuncia ricco e variegato, mettendo insieme anche progetti completamente diversi tra loro. Ben diciotto i live che si susseguiranno su due palchi: una vera maratona musicale dal vivo, dalle 17.30 alle 3 di notte. “Inizialmente questo era un format scritto”, continua Falcini, “negli ultimi anni però gli spazi della musica live in Italia si sono contratti moltissimo, e volevamo dare a questi giovani artisti una possibilità e un palco per farsi conoscere”. L'intervista di Elisa Graci e Dario Grande a Dario Falcini. (in foto: Tresca Y Tigre)

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    Il pubblico ministero alle dipendenze della politica? C'è già! Per trovarne qualche traccia, inutile cercare nella legge Meloni-Nordio, che smembra il Csm e stravolge l’autonomia delle toghe con la scusa della separazione delle carriere dei magistrati. E’ la legge su cui voteremo nel referendum di fine marzo. Il pm che dipende da criteri generali e criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale è già scritto, nero su bianco, nella cosiddetta riforma Cartabia del processo penale. Le norme della Cartabia (legge n.134/2021) prevedono che sia il parlamento a dettare criteri generali per le indagini. Se è il parlamento a doversene occupare è probabile che a decidere sia allora la maggioranza di governo. Dunque, la maggioranza parlamentare detta i criteri generali e poi – secondo la legge Cartabia – gli uffici del pm individuano i criteri di priorità (questo sì, questo no) tra i vari reati. Infine, il pm si adegua. Una forma di dipendenza c’è, anche se forse più blanda di quella paventata dai sostenitori del NO (un pm alle dipendenze del Guardasigilli). Ora, la norma è contenuta in una legge delega approvata dal parlamento cinque anni fa e che il ministro Nordio dovrebbe attuare con decreti legislativi. Ma questo non sta avvenendo. Perchè Nordio tiene chiusa in un cassetto la legge Cartabia? Pubblica lo ha chiesto all’ex magistrato Nello Rossi, direttore della rivista giuridica “Questione giustizia” (Magistratura democratica), autore con Armando Spataro (ex pm ed ex membro del Csm) di «Le ragioni del NO» (Laterza 2025). «Questa legge – racconta Nello Rossi - è stata relegata nel dimenticatoio perchè era un utile meccanismo di coordinamento tra il parlamento e le procure della repubblica. La maggioranza di destra l'ha sistematicamente ignorata, lasciata nel cassetto. A loro non interessa questo meccanismo di coordinamento. Il che poi giustifica scelte come quelle di un meccanismo di controllo del pubblico ministero da parte dell'esecutivo».

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