Approfondimenti

Il faccia a faccia tra Letta e Salvini, Omicron dà il via a una nuova fase della pandemia e le altre notizie della giornata

Il racconto della giornata di domenica 23 gennaio 2022 con le notizie principali del giornale radio delle 19.30. È stata una giornata fitta di incontri, telefonate, ma senza un nome condiviso per il futuro inquilino del Quirinale per i prossimi sette anni. Il dialogo su Whatsapp tra due parlamentari di Forza Italia ha rivelato quanto surreale sia stato il pomeriggio di sabato 22 gennaio, quello della rinuncia di Berlusconi al Colle. Secondo due esponenti della sezione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità Omicron potrebbe aver dato inizio a una nuova fase della pandemia. Da oggi i 377 lavoratori della ex Embraco di Riva di Chieri sono ufficialmente disoccupati. Infine, l’andamento della pandemia di COVID-19 in Italia.

Salvini e Letta si sono visti, la scelta del nuovo Capo dello Stato passa da un accordo tra di loro

(di Luigi Ambrosio)
Salvini e Letta si sono visti poco fa alla Camera. Alla fine, nelle dichiarazioni di Salvini, le solite schermaglie: non si devono mettere no pregiudiziali ai nostri nomi, i nostri nomi sono di assoluto spessore internazionale, spero non arrivino i soliti no, togliere Draghi da dove sta sarebbe pericoloso. Nulla di fatto quindi. Ma sono le parole per il pubblico. Si è all’inizio della trattativa, non alla fine.
Il candidato vero non può somigliare a nessuno dei profili di bandiera ipotizzati fino a oggi e allora le prime votazioni serviranno a eliminare i candidati finti, che devono essere messi da parte per arrivare, di fatto dalla quarta votazione in poi, ai candidati veri.
Tutto passa da Salvini e da Letta. Soprattutto ora che Berlusconi è fuori ed è addirittura in ospedale, da oggi secondo le dichiarazioni ufficiali, da giovedi addirittura secondo fonti citate dall’agenzia Ansa.

Sono Salvini e Letta che devono trovare l’accordo e fare seguire il resto delle coalizioni.
Si inizierà a votare e si continuerà a trattare. Sulla durata della legislatura. Sui posti di governo.

Il no a Draghi del centrodestra è netto nelle dichiarazioni ufficiali, compresa l’ultima poco fa da parte di Salvini. Ma la sola cosa certamente vera nelle parole di Salvini è che il governo dovrà essere solido. Spostare Draghi è complicato perché è complicato dare tutte le rassicurazioni che vengono richieste dai protagonisti: sulla durata della legislatura. Sui posti di governo. Ma la chiave è quella, non il nome.

Si inizierà a votare e si continuerà a trattare.

«Tu lo vedi il presidente nello schermo?». « Io no e tu?». «Neanch’io, forse c’è ma magari si è assopito»

(di Alessandro Gilioli)
Il dialogo su Whatsapp tra due parlamentari di Forza Italia ha rivelato quanto surreale sia stato il pomeriggio di sabato 22 gennaio, quello della rinuncia di Berlusconi al Colle.

L’ex Cavaliere c’era, nella riunione in remoto con i suoi, ma solo in audio, e lasciando parlare soprattutto Tajani. «Non è che è in ospedale e non vuole dircelo?», ha chiesto un altro deputato.

Non si sa.

Si sa invece che alle 4 doveva fare un’altra riunione su Zoom, quella decisiva con Salvini e Meloni, poi il vertice è stato rinviato alle 6, poi Berlusconi non si è presentato mandandoci Tajani e la Ronzulli che ha letto agli altri il comunicato di rinuncia.

C’è qualcosa di paradossale: l’uomo che ha costruito il suo impero e la sua ascesa sull’immagine che tramonta senza immagine, sparendo dagli schermi.

Una nemesi personale che racconta bene il trentennio in cui la politica è diventata comunicazione e la comunicazione è diventata politica.

E conclude la parabola berlusconiana con il più classico dei passaggi dalla tragedia alla farsa.

Dalla tragedia del Caimano, dei suoi rapporti con la mafia, del suo conflitto d’interessi, della sua persuasione mediatica e delle sue leggi ad personam, alla farsa dei quadri regalati, dell’operazione scoiattolo, delle telefonate di Sgarbi.

Di un pomeriggio di fine gennaio: «Tu lo vedi il presidente nello schermo?». « Io no e tu?». «Neanch’io, forse c’è ma magari si è assopito».

Omicron potrebbe rappresentare la fine della pandemia in Europa, ma serve cautela

Oggi hanno parlato due esponenti della sezione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il direttore dell’OMS in Europa, Hans Kluge che ha parlato alla France press. “È plausibile che l’Europa si stia dirigendo verso una sorta di fine della pandemia, per l’immunità derivante dai vaccini e dal contagio che potrebbe toccare il 60% degli europei entro marzo. La variante Omicron ha avviato una nuova fase, ma occorre cautela a causa della versatilità del virus.”

Alla BBC Maria Van Kerkhove, a capo del gruppo tecnico per il Covid-19 dell’OMS ha ribadito proprio quest’ultimo concetto di cautela: “voi inglesi potreste essere alla fine di questa ondata di Omicron e in una nuova fase della pandemia, ma non è detto che finisca con questa ondata e che omicron sia l’ultima variante”.

Dichiarazioni che se da un lato confermano che Omicron apre una prospettiva diversa, dall’altra invitano gli stati a mantenere la cautela.

Massimo Andreoni, presidente della società italiana di malattie infettive.

 

Il lavoro e l’Italia che perde pezzi di patrimonio industriale

C’è stato un morto questa mattina sul lavoro in provincia di Cosenza. Si tratta di un 60enne, responsabile di un impianto di risalita nel comune di Casali del Manco. Prima dell’apertura degli impianti, l’uomo, che si trovava a valle per effettuare delle verifiche, sarebbe stato colpito da una cabina ed è scivolato battendo la testa. Sono tre le vittime sul lavoro da ieri, tutte oltre i 60anni.
Sono ancora 70 i tavoli di crisi gestiti al ministero dello Sviluppo economico, secondo gli ultimi dati aggiornati di gennaio. Per molte altre aziende in crisi invece la possibilità di un tavolo ministeriale non si è ancora aperta. Per altre, invece, restano solo gli ammortizzatori sociali. È il caso di una delle vertenze che si trascinano da anni, quella della ex Embraco di Riva di Chieri, vicino a Torino. Da oggi i 377 lavoratori sono ufficialmente disoccupati, con indennità Naspi. Ieri è stato l’ultimo giorno di cassa integrazione, dopo che ogni ipotesi di reindustrializzazione era tramontata. E così l’Italia perde un altro pezzo di tessuto industriale. 5 anni di lotta durante i quali sono cambiati 4 governi. “Non c’è stato il necessario impegno del ministero dello sviluppo economico. Almeno ora rimedino con un piano straordinario di ricollocazione e sostegno al reddito” dice Barbara Tibaldi, responsabile del settore elettrodomestici della Fiom.

La nave GeoBarents di Medici senza frontiere è  in attesa di un porto sicuro

È in navigazione verso Nord la nave GeoBarents di Medici senza frontiere che ha salvato 439 naufraghi in sei diverse operazioni di soccorso al largo delle coste libiche, l’ultima delle quali il 21 gennaio scorso. L’organizzazione umanitaria ha chiesto alle autorità italiane e per due volte a Malta l’assegnazione del “porto sicuro”. Malta ha rifiutato, l’Italia non ha ancora risposto.
La situazione a bordo della nave, dove l’equipe sanitaria di Msf sta curando numerosi minori e persone sottoposte a torture e violenze nei campi di detenzione libici, è sempre più difficile

L’andamento dell’epidemia di COVID-19 in Italia

Oggi in Italia, secondo il Mistero per la Salute, ci sono stati 227 morti per Sars Cov2, di cui 67 in Lombardia, e le persone positive al coronavirus sono state oltre 138.800, di cui 21.700 in Lombardia.
Le persone ricoverate sono oltre 19.200, 132 in più di ieri, di cui 1685 in terapia intensiva, 9 in più nelle ultime 24 ore.

Domani saranno superati i 10.000.000 di casi in Italia dall’inizio della pandemia, attualmente sono oltre 2.734.000 i cittadini positivi al Sars Cov2, poco meno di 11.000 in più rispetto a ieri.

Intanto martedì dovrebbero essere cambiate le norme per i viaggi all’interno dell’Unione Europea.

  • Autore articolo
    Redazione
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio martedì 13/01 19:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 13-01-2026

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve martedì 13/01 18:30

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 13-01-2026

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di martedì 13/01/2026

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 13-01-2026

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di martedì 13/01/2026 delle 19:48

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 13-01-2026

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    L'Orizzonte delle Venti di martedì 13/01/2026

    A fine giornata selezioniamo il fatto nazionale o internazionale che ci è sembrato più interessante e lo sviluppiamo con il contributo dei nostri ospiti e collaboratori. Un approfondimento che chiude la giornata dell'informazione di Radio Popolare e fa da ponte con il giorno successivo.

    L’Orizzonte delle Venti - 13-01-2026

  • PlayStop

    Esteri di martedì 13/01/2026

    1) “Continuate a manifestare, l’aiuto sta arrivando”. Donald Trump si rivolge ai civili iraniani e promette un intervento, mentre il numero dei morti continua a salire. (Roberto Festa) 2) Dal Myanmar a Gaza. Il processo per il genocidio dei Rohyinga aperto ieri potrebbe rappresentare un precedente importante per il caso presentato dal Sudafrica contro Israele. (Chiara Ragni - Unimi) 3) Sorveglianza di massa. Come l’ICE traccia in tempo reale la posizione di migliaia di smartphone. (Marco Schiaffino) 4) Francia, al via il secondo grado del processo a Marine Le Pen. Un caso che potrebbe decidere il futuro delle elezioni presidenziali. (Veronica Gennari) 5) Il ritorno di Zapatero. Il ruolo dell’ex premier spagnolo nell’accordo per la liberazione dei prigionieri politici venezuelani. (Giulio Maria Piantedosi) 6) Rubrica sportiva. Quando la storia arriva sugli spalti. La storia del tifoso congolese che alla coppa d’Africa ha onorato Patrice Lumumba. (Luca Parena)

    Esteri - 13-01-2026

  • PlayStop

    Privati in corsia: il caso San Raffaele

    Cosa succede in un ospedale quando la sanità privata entra in corsia? Vediamo quanto è accaduto al San Raffaele a partire dalla testimonianza di una nostra ascoltatrice e con il commento di Margherita Napolitano, Coordinatrice RSU del San Raffaele.

    37 e 2 - 13-01-2026

  • PlayStop

    Intervista al Presidente dell'Ordine dei Medici di Milano sui Cpr

    Nella prima puntata del 2026 siamo tornati a parlare di Cpr e deontologia del personale sanitario, ripercorrendo le tappe di una vicenda che vi abbiamo raccontato: un cittadino palestinese che pur avendo commesso atti di auto lesionismo gravi è stato ritenuto idoneo alla detenzione in Cpr. Di questo tema abbiamo parlato con il Dottor Roberto Carlo Rossi, Presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Milano.

    37 e 2 - 13-01-2026

  • PlayStop

    L'Orizzonte di martedì 13/01 18:34

    L'Orizzonte è l’appuntamento serale con la redazione di Radio Popolare. Dalle 18 alle 19 i fatti dall’Italia e dal mondo, mentre accadono. Una cronaca in movimento, tra studio, corrispondenze e territorio. Senza copioni e in presa diretta. Un orizzonte che cambia, come le notizie e chi le racconta. Conducono Luigi Ambrosio e Mattia Guastafierro.

    L’Orizzonte - 13-01-2026

  • PlayStop

    Poveri ma belli di martedì 13/01/2026

    Un percorso attraverso la stratificazione sociale italiana, un viaggio nell’ascensore sociale del Belpaese, spesso rotto da anni e in attesa di manutenzione, che parte dal sottoscala con l’ambizione di arrivare al roof top con l’obiettivo dichiarato di trovare scorciatoie per entrare nelle stanze del lusso più sfrenato e dell’abbienza. Ma anche uno spazio per arricchirsi culturalmente e sfondare le porte dei salotti buoni, per sdraiarci sui loro divani e mettere i piedi sul tavolo. A cura di Alessandro Diegoli e Disma Pestalozza

    Poveri ma belli - 13-01-2026

  • PlayStop

    Neil Young e l'appello ai giovani americani: "Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni."

    Neil Young torna a prendere apertamente posizione contro Donald Trump. L’artista utilizza i suoi social e siti per commentare le recenti tensioni politiche e riaffermare la sua storica contrarietà nei confronti del presidente degli Stati Uniti. Young lancia un appello diretto al pubblico, invitandolo a prendere coscienza della situazione attuale. Secondo il musicista, il Paese starebbe attraversando una fase di profondo declino politico e sociale, che attribuisce alla leadership e all’influenza di Trump. Il grande cantautore canadese naturalizzato statunitense afferma che Trump sta causando danni progressivi al Paese e sta accentuando fratture interne sempre più profonde. “Rendiamo l’America di nuovo grande”, ha scritto Young. “Non sarà facile finché cercherà di trasformare le nostre città in campi di battaglia per poter annullare le nostre elezioni con la legge marziale e sottrarsi a ogni responsabilità”. Nel suo intervento, il cantautore richiama anche alla responsabilità collettiva, invitando la popolazione a non restare in silenzio e a rispondere attraverso forme di mobilitazione pacifica. “Qualcosa deve cambiare”, ha continuato Young. “Sappiamo cosa fare. Ribellarci. Pacificamente a milioni. Troppe persone innocenti stanno morendo”. Infine Young prende di mira l’ICE, utilizzando un’immagine simbolica per descrivere la situazione attuale del Paese: “Fa un freddo glaciale qui in America”. “Ogni sua mossa mira a creare instabilità per poter rimanere al potere”. In conclusione, Young invita i lettori a reagire guidati dall’empatia e non dal timore, richiamando valori come “l’amore per la vita” e “l’amore reciproco”.

    Clip - 13-01-2026

  • PlayStop

    Vieni con me di martedì 13/01/2026

    Vieni con me è una grande panchina sociale. Ci si siedono coloro che amano il rammendo creativo o chi si rilassa facendo giardinaggio. Quelli che ballano lo swing, i giocatori di burraco e chi va a funghi. Poi i concerti, i talk impegnati e quelli più garruli. Uno spazio radiofonico per incontrarsi nella vita. Vuoi segnalare un evento, un’iniziativa o raccontare una storia? Scrivi a vieniconme@radiopopolare.it o chiama in diretta allo 02 33 001 001 Dal lunedi al venerdì, dalle 16.00 alle 17.00 Conduzione, Giulia Strippoli Redazione, Giulia Strippoli e Claudio Agostoni La sigla di Vieni con Me è "Caosmosi" di Addict Ameba

    Vieni con me - 13-01-2026

  • PlayStop

    Volume di martedì 13/01/2026

    La scomparsa di Matt Kwasniewski dei Black Midi e la scena britannica del Windmill e di Dan Carey, Bad Bunny che omaggia Victor Jara in Cile e Neil Young che si espone nuovamente contro Trump. La speciale pizza ideata dalla catena Berberè insieme agli Sleaford Mods e il nuovo album di beneficenza a cui sta lavorando War Child insieme a tanti artisti.

    Volume - 13-01-2026

  • PlayStop

    Musica leggerissima di martedì 13/01/2026

    a cura di Davide Facchini. Per le playlist: https://www.facebook.com/groups/406723886036915

    Musica leggerissima - 13-01-2026

  • PlayStop

    La Filarmonica della Scala apre al pubblico la sua prova per la Fondazione Giulia Cecchettin

    Il prossimo 18 gennaio la Filarmonica del Teatro alla Scala terrà una Prova Aperta straordinaria il cui ricavato andrà alla Fondazione "Giulia Cecchettin" per i progetti di educazione all’affettività realizzati dalla Fondazione, in risposta all’emergenza della violenza di genere. Sul podio ci sarà il maestro Riccardo Chailly, al pianoforte Alexandre Kantorow, con un programma che comprenderà opere di Sergei Prokof'ev e di Petr Il'ic Čajkovskij. Le Prove Aperte della Filarmonica della Scala sono ormai una vera stagione musicale che ogni anno permette al pubblico di assistere alla messa a punto di grandi concerti a prezzi contenuti, contribuendo allo stesso tempo a importanti progetti nel campo del sociale. In 14 edizioni ne sono state realizzate 74, con la partecipazione di quasi 138.000 spettatori che hanno permesso di raccogliere oltre 1 milione e 700 mila euro. Dal 2010 l’iniziativa ha sostenuto 58 associazioni. Quattro appuntamenti in abbonamento, dal 22 febbraio al 25 ottobre 2026, che anticipano i rispettivi concerti della stagione dell’orchestra Filarmonica della Scala e raccolgono fondi per altrettanti progetti di associazioni non profit milanesi. Il ciclo di quest’anno è dedicato a enti del Terzo Settore che a Milano realizzano progetti finalizzati al contrasto alla povertà educativa, oltre alla già citata Prova Aperta inaugurale dedicata appunto alla Fondazione "Giulia Cecchettin". Ira Rubini ha intervistato Daria Fallido sulle attività della Fondazione Giulia Cecchettin.

    Clip - 13-01-2026

Adesso in diretta