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I paradossi dell’intelligenza artificiale
I paradossi dell’intelligenza artificiale
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I paradossi dell’intelligenza artificiale
A CURA DI:

Raffaele Liguori

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In questi ultimi quattro anni da quando è stato distribuito gratuitamente il primo software di chat gpt (30 novembre 2022) ci sono stati appelli ripetuti sui rischi dell'intelligenza artificiale (IA) per l’umanità. Eppure, nonostante ciò, lo sviluppo dell’IA non è stato rallentato, anzi si è moltiplicato a dismisura. Anche gli investimenti nel settore dell’IA si sono moltiplicati – la bolla si è gonfiata – nonostante gli allarmi sui pericoli di questa nuova tecnologia. Infine, i capi delle Big Tech – per anni custodi della deregulation – oggi si sono convertiti e sostengono regole e vincoli. L’obiettivo finale di questi apparenti paradossi dell’IA sembra essere sempre di più la Cina: cercare di contenere, non far dilagare lo sviluppo dei progetti cinesi di intelligenza artificiale. Non solo. Scrive oggi l’economista Emiliano Brancaccio che le Big Tech sono a caccia di aiuti dallo stato: «tariffe elettriche favorevoli, incentivi fiscali, infrastrutture» (Manifesto). Pubblica oggi si è occupata anche dello scontro tra il premio Nobel per l’economia Daron Acemoglu e The Economist. Al settimanale britannico non è piaciuta l’impostazione critica di Acemoglu sull’IA. Il Nobel ha criticato alcune tesi delle Big Tech, in particolare quelle su automazione ed effetti sulla crescita. Ospite l’economista Luigi Zingales (University of Chicago Booth School of Business).
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