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Pubblica di giovedì 12/03/2026
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Pubblica di giovedì 12/03/2026
A CURA DI:

Raffaele Liguori

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Una dichiarazione per sostenere la causa dell’umanità nell’uso dell’intelligenza artificiale (IA). E’ stata firmata il 4 marzo scorso negli Stati Uniti da un centianio di personalità. C’è l’ex leader del consumerismo nordamericano Ralph Nader, uno dei padri dell’IA, il canadese Yoshua Bengio, il premio Nobel per l’economia Daron Acemoglu. Insieme a campioni del progressismo e del pensiero liberal, c’è anche l’ideologo della destra neofascista statunitense, che ha influenzato il trumpismo della prima ora, Steve Bannon. «The pro-human AI declaration» nelle sue prime righe afferma che l’umanità è di fronte ad un bivio: da un lato l’IA può portare alla sostituzione di umani con macchine, dall’altro l’IA può amplificare – e non ridurre - il potenziale umano. La Dichiarazione non è stata sottoscritta dai rappresentanti delle Big Tech e arriva nel pieno di uno scontro tra il Pentagono e la società Anthropic che ha limitato l'uso della propria tecnologia da parte della Difesa Usa. «Una scelta deliberata», ha spiegato Emilia Javorsky del Future of Life Institute, l’organizzazione fondata dal fisico americano Max Tegmark che ha coordinato l'iniziativa della dichiarazione. «Il timore – ha aggiunto Javorsky - era che gli interessi aziendali finissero per diventare la prospettiva dominante». Pubblica ha ospitato oggi l’avvocata Laura Turrini e il giornalista Michele Mezza.
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