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Guerra, violenza e memoria tradita: dobbiamo riprendere in mano la nostra Liberazione
Guerra, violenza e memoria tradita: dobbiamo riprendere in mano la nostra Liberazione
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Guerra, violenza e memoria tradita: dobbiamo riprendere in mano la nostra Liberazione
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Redazione

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Mentre Ignazio La Russa, dal secondo scranno più alto della Repubblica, ripete la sua proposta di equiparazione tra partigiani della Resistenza e “repubblichini” dell’occupazione nazi-fascista, il governo taglia (ancora) i fondi ai luoghi della memoria della Liberazione: Marzabotto, Sant'Anna di Stazzema, Fossoli, la Risiera di San Sabba e Casa Cervi. “Questa festa dell’Italia liberata non è la loro, è molto triste”, commenta Albertina Soliani, vicepresidente Anpi nazionale, già presidente di Casa Cervi e presidente di “Paesaggi della Memoria” la “Rete dei musei e dei luoghi di memoria dell’Antifascismo, della Deportazione, della Seconda Guerra Mondiale”. “È sempre il vecchio fascismo: la violenza, la divisione, l’oppressione degli altri, un senso di sicurezza e di ordine tutto sbagliato perché costruito attorno a violenza e paura, non vogliamo essere una società così dopo 80 anni di vita democratica”. L’appello è rivolto ai giovani: “I ragazzi di oggi hanno da fare la loro battaglia di resistenza tocca loro dire non andiamo per quella strada e dirlo a quei capi di popoli che pensano che per loro sia tutto lecito. Non ci siamo. C’è bisogno di un antifascismo globale che è già in piedi in molte parti del mondo”. “Se i popoli ci sono le cose nella storia cambiano e i giganti coi piedi d’argilla sono costretti alla ritirata”. Ascolta l'intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
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