

"Siamo vittime di un furto di verità clamoroso". Claudio Fava e le stragi di Falcone e Borsellino
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"Siamo vittime di un furto di verità clamoroso". Claudio Fava e le stragi di Falcone e Borsellino
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Redazione
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Oggi è il 19 luglio 2026. 34 anni fa la strage di via d’Amelio a Palermo. Quel 19 luglio del 1992 è una domenica. Mancano un paio di minuti alle 5 del pomeriggio. In via d’Amelio, dove abita la madre del giudice Borsellino, c’è un’auto parcheggiata, una 126, carica di 100 chili di tritolo. Un’autobomba pronta a saltare per aria all’arrivo del corteo di macchine del giudice Borsellino. Alle 16 e 58 l’esplosione, provocata da un congegno azionato a distanza. L’onda d’urto travolge e dilania, fa letteralmente a pezzi, i corpi del giudice Paolo Borsellino e degli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosìna e Claudio Traìna.
Da qui inizia l’intervista con Claudio Fava, giornalista, scrittore, sceneggiatore. Fava è stato deputato all’assemblea regionale siciliana, presidente della commissione antimafia della regione Sicilia. E’ stato anche parlamentare europeo. Il suo ultimo romanzo si intitola "Non ti fidare" (Fandango Libri). Ascolta l'intervista a cura di Raffaele Liguori.
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