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Sovraffollamento e mancanza di diritti: le carceri italiane sono illegali
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Redazione
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Superate le 66mile persone in carcere, oltre 20mila persone in più della capienza massima, il sistema carcerario italiano è tornato alla vergona del 2013 quando l’Europa ci condannò per violazione dell'articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (divieto di trattamenti inumani e degradanti). Nel frattempo diminuiscono i servizi e il personale, fino al paradosso di un tribunale (a Firenze) che chiude un carcere perché invivibile con il governo che si oppone: “Il governo si rifiuta di liberare detenuti anche quelli a fine pena perché sarebbe una resa dello Stato, ma io mi chiedo quale Stato è quello che tiene 66mila persone in una condizione di totale illegalità”, commenta Valentina Calderone Garante dei detenuti di Roma. “Abbiamo detenuti che rinunciano alle cure salvavita perché non c’è il personale che li può accompagnare in ospedale. Sono stati spostati molti fondi sul piano carceri per costruire nuovi penitenziari, ma come successe nel 2013 dopo due anni non c’è quasi nulla”. Mentre la vita in carcere diventa più estrema, l’unica iniziativa del governo è limitare la libertà e restringere i diritti. Intervista di Cinzia Poli e Claudio Jampaglia.
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